In Italia, più di un milione di persone soffrono di demenza. In tutto il mondo, più di 44 milioni di persone soffrono di demenza, circostanza che rende la malattia una crisi sanitaria globale che deve essere affrontata.

Il morbo di Alzheimer provoca problemi di memoria, di pensiero e di comportamento. Nella fase iniziale, i sintomi di demenza possono essere minimi, tuttavia, quando la malattia provoca maggiori danni al cervello, i sintomi peggiorano.

La velocità con cui la malattia progredisce è diversa per ciascuno, tuttavia, in media, le persone che soffrono del morbo di Alzheimer vivono otto anni dopo che i sintomi si sono manifestati.

Anche se, attualmente, non esistono trattamenti per fermare la progressione del morbo di Alzheimer, vi sono farmaci che possono curare i sintomi della demenza

L’Alzheimer si potrà diagnosticare con l’esame del sangue

Un esame del sangue, basato sulla tecnologia della microscopia a forza atomica (AFM), pare poter diagnosticare l’Alzheimer.

Un gruppo di ricercatori sta sviluppando un esame del sangue per consentire una diagnosi affidabile del morbo. L’esperimento, portato avanti dal fisico Peter Nirmalraj, si è posto come obiettivo il comprendere la patogenesi molecolare della malattia, al fine di consentire approcci diagnostici e terapeutici finora mai esplorati.

Ad oggi, i primi risultati (pubblicati sulla rivista “Science Advances”) appaiono incoraggianti: è stato decodificato l’esatto ruolo dei peptidi beta-amiloidi e delle proteine ​​tau, in associazione alla patologia.

La ricerca ha esaminato i campioni di sangue di 16 soggetti sani e di 50 pazienti: utilizzando la tecnologia AFM, sono state sottoposte ad analisi le superfici di circa 1000 globuli rossi, senza alcuna informazione sullo stato di salute dei volontari.

Dal confronto dei risultati coi dati clinici dei neurologi, si è stati in grado di distinguere un modello corrispondente allo stadio del morbo; i soggetti malati presentavano grandi quantità di fibre proteiche, costituite da peptidi beta-amiloidi e proteine ​​tau.

Se si potesse, quindi, sviluppare un esame del sangue basato su tale metodologia, ai soggetti con sospetto d’Alzheimer si risparmierebbe la puntura del canale spinale, unico spiacevole esame diagnostico al momento attendibile.