Latte e vitamina D: ecco come aumentare le difese immunitarie

Latte e vitamina D sono due alleati per mantenere normali le difese immunitarie e migliorare il benessere dell’organismo. Cambi di stagione, stress o un’alimentazione sbagliata infatti possono rendere il nostro corpo più fragile, per questo è necessario proteggerlo nel modo giusto, rafforzando il suo “scudo naturale”.

Fondamentale per il benessere dell’organismo, la vitamina D è una vitamina liposolubile. Scoperta nel 1919, è stata soprannominata “vitamina del sole” poiché viene sintetizzata sulla pelle grazie all’azione dei raggi solari.

I benefici della vitamina D

Adeguati livelli di vitamina D contribuiscono al complessivo benessere dell’organismo, perché i recettori di vitamina D sono presenti in ogni organo del nostro corpo.  Il primo beneficio, più conosciuto e studiato, riguarda le ossa forti. La vitamina D infatti è fondamentale per la mineralizzazione delle ossa, aiutando il normale assorbimento di calcio e fosforo. Non solo: questa preziosa vitamina è stata associata anche al buon funzionamento del sistema immunitario e alla riduzione della risposta infiammatoria. Altra azione importantissima la svolge a livello della contrazione muscolare, contribuendo al mantenimento della normale funzione del muscolo.

Inoltre, interagisce con il microbiota e soggetti con carenza di vitamina D hanno evidenziato alto rischio di sviluppare malattie croniche.

Infine sembra svolgere un effetto antidepressivo, aumentando la produzione della serotonina, un prezioso neurotrasmettitore che regala una sensazione di benessere, incrementando la qualità del sonno e abbassando lo stress.

Insufficienza, carenza di vitamina D: i rischi e cosa fare

Una carenza di vitamina D può verificarsi quando l’assunzione dietetica abituale è scarsa, l’esposizione alla luce solare è limitata, o l’assorbimento della vitamina D da parte del tratto digestivo è insufficiente.

L’insufficienza o addirittura la carenza di vitamina D può causare numerosi problemi di salute, tra i quali il più noto è l’osteoporosi.

La stagione, l’ora del giorno, la copertura nuvolosa, la presenza di smog, il contenuto di melanina della pelle e l’uso di creme solari sono tra i fattori che influenzano l’esposizione alle radiazioni UV e la sintesi della vitamina D. Una copertura nuvolosa completa riduce l’energia UV del 50%; l’ombra (compresa quella prodotta da un grave inquinamento) la riduce del 60%.

I raggi UVB non penetrano il vetro, per cui l’esposizione al sole attraverso una finestra non determina la produzione di vitamina D. Le creme solari con fattore di protezione solare (SPF) di 8 o più sembrano bloccare i raggi UV che producono vitamina D.

Gli individui con esposizione al sole limitata devono aggiungere buone fonti di vitamina D alla loro dieta o assumere una supplementazione, nei casi di carenza più gravi, per raggiungere i livelli sierici adeguati.

Alcuni gruppi di popolazione adulta sono particolarmente a rischio di un inadeguato apporto di vitamina D.

I primi segni di carenza di vitamina D sono la diminuita concentrazione di calcio e fosforo nel sangue.

Gli alimenti che contengono la vitamina D

Il primo passo per migliorare l’apporto di vitamina D è portare a tavola alimenti che la contengono. Come il salmone, le aringhe, le sardine e lo sgombro, i funghi, il burro, i tuorli d’uovo, latte e derivati. La lista, come è ben visibile, non è molto lunga. Per questo un aiuto in più può arrivare dal latte arricchito con la vitamina D di Parmalat. Salutare, buono e compagno di tante colazioni e merende, è un alimento perfetto per assumere questa vitamina e fare il pieno di benessere. Un gesto semplice, come quello di bere un bicchiere di latte ogni mattina, diventa così un modo per prendersi cura di se stessi, stimolando l’assorbimento del calcio, per la salute delle ossa, e contribuendo al benessere del sistema immunitario.