Lombardia verso la zona rossa dall’8 marzo: parla Bertolaso

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Preoccupa la situazione dei contagi da coronavirus in Lombardia, dopo che il rapporto tra tamponi effettuati e nuovi casi è salito ieri all’8,9%. L’ipotesi sul tavolo, secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, sarebbe quella di istituire una zona rossa a partire da lunedì 8 marzo. Per la decisione, però, bisognerà attendere la cabina di monitoraggio di venerdì. Intanto la regione è già passata in zona arancione ma sono molti i comuni in arancione scuro dopo le ultime ordinanze del governatore Attilio Fontana.

Lombardia verso la zona rossa, Bertolaso: “Statistiche preoccupanti”

“Abbiamo delle statistiche dell’andamento epidemiologico estremamente preoccupanti”, ha spiegato in conferenza stampa Guido Bertolaso, consulente del presidente di Regione Lombardia. “Abbiamo un paio di province che sono in zona rossa a tutti gli effetti”. “All’ospedale in Fiera – ha aggiunto l’ex capo della protezione civile – abbiamo 57 pazienti in rianimazione, all’ospedale di Brescia sono 30″. La situazione, infatti, continua a peggiorare in tutta la Lombardia, con 476 pazienti ricoverati in terapia intensiva. A preoccupare è soprattutto la diffusione delle varianti come quella nigeriana isolata a Brescia.

“A me sembra che tutta Italia, tranne la Sardegna, si stia avvicinando a passi lunghi verso la zona rossa. La Lombardia, per quello che ha passato nei mesi scorsi, è più vulnerabile rispetto ad altre regioni, ma non sono preoccupato per questa regione più che per altre”, ha detto Bertolaso a Palazzo Pirelli.

“È fuori discussione che bisogna vaccinare – ha ribadito -. Si può fare molto di più rispetto a quello che già stiamo facendo rispetto a questa situazione. Bisogna andare a Bruxelles a battere i pugni”.

Fontana si prepara a intervenire

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è intervenuto in conferenza stampa in merito al possibile cambio colore della Lombardia: “Non ci sono in questo momento situazioni di modifica delle fasce. Nel pomeriggio riguardiamo i dati e se ci saranno comuni o province particolarmente gravi, interverremo per cercare di fermare l’evoluzione della pandemia”.

“Bisogna aspettare i dati del Cts – ha ribadito – e poi si faranno le valutazioni del caso, per ora monitoriamo costantemente e giornalmente le situazioni di pericolosità. Per il momento siamo in zona arancione con alcune evidenze di qualche difficoltà trasformate in zona arancione scuro”.

Uno scudo per Milano: la nuova idea

Intanto, per quanto riguarda Milano, la Regione avrebbe messo in atto una strategia di “scudo alla città”: per questo i comuni della cintura sono stati chiusi, con l’istituzione di zone rosse a Bollate, Mede e Viggiù. Nelle prime zone rosse, infatti, i numeri stanno scendendo e questo dimostrerebbe la validità delle misure messe in atto. Misure che sarebbero già difficili da applicare ai singoli quartieri di Milano, dove i collegamenti tra diverse zone sono continui.

“Quella di chiudere per micro aree estendendo il cuscinetto ai comuni limitrofi resta l’unica strategia possibile – ha dichiarato al Corriere della Sera Alessia Melegaro, membro della Commissione indicatori -. In passato, ragionando per macro aree si è perso tempo. Questa è una partita a scacchi in cui non si possono più rimandare le decisioni”, ha concluso.