Lombardia zona arancione rafforzato: l’ammissione di Fontana

37

Attilio Fontana si è espresso sulla sua ordinanza che dal 5 marzo ha fatto diventare la Lombardia zona arancione rafforzato. “Io lo so che è impopolare. So che la gente se la prenderà con me. Ma se devo scegliere tra le decisioni di consenso e quelle necessarie alla salute, io sceglierò sempre quelle per la salute”, ha dichiarato al Corriere della Sera il presidente della Regione. “Sono il primo a essere dispiaciuto per aver dovuto prendere una decisione così improvvisa“, ha sottolineato il governatore in riferimento ai tempi stretti con cui è stato firmato il documento.

Fontana: perché l’ordinanza per la zona arancione scuro non è partita subito

Far partire l’ordinanza da lunedì 8 marzo sarebbe stato troppo rischioso. “I dati ci sono arrivati il 3 marzo alle 22. Il tempo minimo per valutarli e la mattina del 4 ho dovuto firmare l’ordinanza. Purtroppo questo è un virus che ha andamenti da cui non possiamo farci sorprendere. Del resto, è un fatto che ho condiviso con il ministro alla Sanità Roberto Speranza. Anche lui è d’accordo sul fatto che in una situazione come quella italiana anche 24 ore siano importanti”.

“Comprendo benissimo che una cosa di questo genere crea disagi e sono il primo a dispiacermene. Però, se c’è una cosa che abbiamo imparato è che dobbiamo a tutti i costi cercare di anticipare i contagi e l’andamento dell’epidemia. Dobbiamo essere in qualche modo proattivi”, ha spiegato. “Il nostro problema è che dobbiamo perennemente ideologizzare tutto. Io faccio le scelte che ci suggeriscono gli esperti, non quelle che vorrebbe Attilio Fontana. E in questo momento gli esperti ci dicono che servono scelte rapide e rigorose“.

Lombardia, chiusura delle scuole lampo: i fondi per i congedi parentali

Sull’improvvisa chiusura delle scuole Attilio Fontana ha spiegato di capire bene le difficoltà di chi protesta. “Ma dobbiamo essere consapevoli che i rischi sono seri”. Il governatore ha citato “quello che dicono il professor Carlo Signorelli o il professor Andrea Gori. ‘Non si poteva non prendere questa decisione’. Perché la variante inglese attacca in modo grave anche i giovani, le scuole sono potenziali e magari concreti focolai. Io sono tra chi ha sempre sostenuto l’apertura delle scuole, e peraltro su questo sono anche stato attaccato, come quasi tutti i governatori in Italia. Però dobbiamo rendercene conto. Le scuole sono davvero un punto sensibile“.

Organizzarsi per la didattica a distanza può creare molti disagi alle famiglie, con i genitori costretti anche a rinunciare a giorni di lavoro. “Il ministro Mariastella Gelmini ha già stanziato 200 milioni di euro per il sostegno alle famiglie per i congedi parentali. Ce ne vorranno altri, ma è un inizio. D’altronde, se le scuole sono uno snodo per la diffusione dei contagi, possiamo fare finta di nulla?”, si è chiesto Attilio Fontana. “Per ora abbiamo chiuso poche scuole e molte classi” con i dati del monitoraggio specifico fatto negli istituti. “Ma, come dicevo, il tema è quello di giocare d’anticipo”.

Zona arancione scuro in Lombardia, Fontana: “Sono preoccupato”

“Un po’ preoccupato lo sono e lo siamo”, ha raccontato Attilio Fontana al Corriere della Sera. “La decisione dell’ordinanza è stata presa sulla base della relazione del nostro comitato sugli indicatori. Dice a chiare lettere che ci sono una serie di elementi che allarmano e su cui è opportuno intervenire urgentemente. E che adesso il coronavirus contagia anche i giovani che prima sembravano esenti. E poi abbiamo scoperto di questa variante nigeriana che sarebbe indifferente alle vaccinazioni. Noi su questa non abbiamo notizie specifiche ma, come le dicevo, il punto è non farsi prendere in contropiede. Cercare di stare davanti al virus”.