Il luppolo, vegetale spontaneo noto fin dai tempi dei Sumeri  contiene una miriade di principi attivi, molti dei quali aromatici. I suoi costituenti principali sono infatti oli essenziali, aldeidi, esteri, tannini, ma anche sali minerali, sostanze amare quali umulone e lupulone, e flavonoidi dall’azione antiossidante.

Il luppolo viene utilizzato per il trattamento dell’insonnia di origine nervosa, contro gli stati di ipereccitabilità e di tensione:  in primavera, tutti attraversiamo momenti di stress durante i quali possiamo soffrire di insonnia, oppure riposare male; un riposo insufficiente è causa di ulteriore stanchezza e può portare anche a una riduzione delle difese immunitarie.

In questi casi si può approfittare dell’effetto sedativo del luppolo, che sembra sia dovuto al prodotto di ossidazione dell’umulone e del lupulone.  

Proprietà e benefici del luppolo

Un potente estrogeno

Il luppolo è ricco di due principi attivi: l’umulone e il lupolone che conferiscono alla birra, il caratteristico sapore amarognolo. Non solo, preservano la bevanda dall’attacco di batteri e muffe.

La lupolina, contenuta nei coni del luppolo, produce flavonoidi prenilati: sostanze ricche di proprietà benefiche per l’organismo umano. In particolare hanno un’importante attività estrogenica.

Sedativo del sistema nervoso

Il luppolo ha proprietà neuroattive, agisce sia come sedativo che come ipnotico. I flavonoidi xantumolo e isoxanthohumol, presenti nel luppolo, sono in grado di regolamentare positivamente le risposte indotte dal GABA ai recettori GABAA.

L’acido GammaAmminoButirrico (GABA) consiste in un neurotrasmettitore inibitorio presente nel cervello e prodotto dall’acido glutammico. Quindi, può aiutare ad alleviare stati di ansia, stress ed insonnia.

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L’impiego del luppolo come sedativo e regolarizzatore del sistema nervoso risale ai tempi della prima guerra mondiale, difatti trovava impiego nel trattamento dell’angoscia da guerra.

Inoltre, studi dimostrano che le persone affette da disturbi del sonno dovuti a turni di lavoro notturni o a rotazione riescano a ridurre le tempistiche richieste per l’addormentamento dopo aver assunto un rimedio a base di luppolo.

Bevilo in tazza o prendilo in opercoli 

Per cercare di ovviare alla stanchezza tipica del periodo, possiamo preparare in casa un infuso di coni di luppolo, da bere tutte le sere, per almeno una settimana, magari dolcificando con miele di tiglio o di fiori d’arancio, che potenziano l’azione rilassante e sedativa dell’infuso.

Si prepara versando 250 ml di acqua bollente su 5 g di coni di luppolo (in erboristeria, ma si trova fresco anche in campagna) e lasciando riposare per 10 minuti. Poi si filtra e se ne consumano due tazze al giorno a digiuno, pomeriggio e sera.

L’alternativa. Si può preparare un altro infuso con 20 g di coni di luppolo, 50 g di fiori di camomilla, 20 g di passiflora, 10 g di petali di papavero selvatico. Si miscelano le erbe e se ne prendono due cucchiai sui quali verseremo 100 ml di acqua bollente. Si filtra e si beve la sera, con poco miele.

Il luppolo esiste anche in estratto secco: un opercolo la sera, prima di coricarsi.

Attività antinfiammatoria

I flavonoidi esercitano una potente azione antiflogistica. In particolare allo xantumolo è riconosciuta una preziosa proprietà antinfiammatoria.

I processi antinfiammatori sono indotti dalla funzione esercitata dalla cicloossigenasi sulle prostaglandine. La cicloossigenasi è un enzima ossigeno-dipendente deputato alla sintesi delle prostaglandine: molecole che regolano i processi infiammatori, la soglia del dolore e la febbre.