Mascherine capaci di diagnosticare e distruggere il virus: Lo studio

Mascherine del futuro: come potrebbero funzionare

Ricercatori e ingegneri sono al lavoro per creare mascherine capaci di diagnosticare e distruggere il virus. Le ricerche sono di vario tipo e potrebbero aiutare molto, in futuro, a prevenire o combattere eventuali epidemie. Si va dai materiali più resistenti a tecnologie specifiche studiate per intrappolare il virus e disattivarlo o verificare se è riuscito a infettare un individuo. Le sperimentazioni si stanno avviando, tra gli altri laboratori, al Mit, il Massachusetts Institute of Technology, e all’università di Harvard. Ecco a che punto siamo e come potrebbero funzionare i nuovi dispositivi di protezione sanitaria.

Gli studi e come potrebbero funzionare le mascherine

Alcune mascherine sarebbero in grado di sterilizzare l’aria circostante. Se, per esempio, si è su un aereo e una persona starnutisce, l’individuo accanto potrebbe indossare un dispositivo che sanificherebbe l’aria rendendola respirabile. Da quanto si legge su Wall Street Journal, alcune di queste mascherine sono progettate per gli operatori sanitari e altre potrebbero essere commercializzate anche ai consumatori.

Una delle innovazioni in fase di sviluppo è relativa all’uso di tessuti più resistenti che permettano sterilizzazioni anche con l’utilizzo di metodi aggressivi come l’ebollizione ma anche la sterilizzazione mediante calore, trattamento UV e isopropile alcol. Al Mit, invece, si sta progettando un dispositivo capace di uccidere il virus. La struttura incorpora una rete di rame riscaldata a circa 160° che intrappola e disattiva il virus L’isolamento in neoprene e un dispositivo di raffreddamento termoelettrico assicureranno che l’aria inalata sia sana.  

La mascherina ucciderebbe anche batteri e muffe e dovrebbe poter essere utilizzata con una batteria da 9 volt. Secondo il professore Michael Strano, che si sta occupando della progettazione, ogni mascherina dovrebbe essere riutilizzabile, pesare circa mezzo chilo e costare pochi dollari. I ricercatori del Wyss Institute for Biologically Inspires Engineering di Harvard stanno infine sperimentando mascherine diagnostiche. Gli esperti avrebbero scoperto come integrare un test Covid-19 diagnostico liofilizzato in una mascherina facciale.

Il test reagirebbe con le particelle espirate e fornirebbe una diagnosi in circa 90 minuti. Sulla mascherina verrebbe montato un blister d’acqua da bucare dopo aver indossato il dispositivo almeno 30 minuti e il risultato sarebbe indicato da una o due linee, come per i test di gravidanza.