Le melanzane, ricche di potassio ma con pochissime calorie, hanno ottime proprietà depurative, drenanti e snellenti. Le melanzane sono ricchissime di acqua (ne contengono il 93%) e povere di grassi, zuccheri e proteine. Quindi hanno un effetto depurativo sull’organismo. Inoltre, grazie alla vitamina C, favoriscono la circolazione del sangue e dei liquidi, evitando i ristagni.

In più, le melanzane hanno solo 18 calorie ogni 100 grammi . In compenso la buccia contiene tanta fibra insolubile (cellulosa ed emicellulosa). Per farsi un’idea, una melanzana intera non sbucciata (500 g) ne ha una quantità pari a 16 g, una dose molto elevata, capace di proteggere la buona funzionalità dell’intestino contro stipsi e gonfiori. Le fibre inoltre modulano l’assorbimento intestinale di zuccheri e grassi e aumentano il senso di sazietà, riducendo l’appetito.

Le melanzane abbassano la pressione grazie al potassio

Oltre alle fibre, le melanzane contengono una percentuale significativa di potassio, che le rende utili per prevenire pressione alta, gonfiori e crampi muscolari. Inoltre apportano anche acido clorogenico, lo stesso del caffè verde, che ha un’azione diuretica, anticolesterolo e antibatterica.

Con la menta drenano di più

Le melanzane non si possono consumare crude. La cottura, al contrario, le rende digeribili e evita che siano tossiche. La solanina, l’alcaloide “tossico”, è presente in percentuali così basse che risulta irrilevante per la salute, viene comunque distrutta con la cottura. Ecco un buon modo per consumarle: taglia le melanzane a metà nel senso della lunghezza, immergile in acqua bollente e fai cuocere 10 minuti circa. Poi scolale, tagliale a tocchetti, condiscile con olio extravergine e un battuto di prezzemolo, aglio e menta fresca. Accompagna con un pugno di quinoa o grano saraceno lessato e concludi il pasto con una fettina di anguria.

La melanzana è tossica?

Perché e in che modo le melanzane sono tossiche

La melanzana è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee di cui fanno parte anche le patate, il pomodoro, il peperone e altre specie utilizzate a scopo farmaceutico come l’Atropa belladonna, lo stramonio e il giusquiamo. Molte solanacee, tra cui la melanzana, contengono alcaloidi, molecole prodotte dalla pianta a scopo difensivo e che presentano una marcata attività farmacologica nell’organismo degli animali: la melanzana, in particolare, contiene solasonina.

La solasonina, così come la solanina presente nelle patate e la tomatina del pomodoro, hanno effetto tossico sull’organismo, ma tale effetto dipende dalla dose di alcaloide assunto.

Gli alcaloidi contenuti nella melanzana hanno una bassa tossicità e si trovano nell’ordine dei 60-110 milligrammi per chilogrammo di ortaggio: la dose tossica per un adulto è di 3 milligrammi per kg di peso corporeo che equivale a consumare circa 3 kg di melanzane.

Ovviamente per quanto riguarda i bambini, la dose tossica è inferiore, ma si tratta comunque di quantità considerevoli: per avere effetti di tossicità, un bambino di 25 kg dovrebbe consumare almeno 750 grammi di melanzane, pari a due melanzane di dimensioni medio-grandi.

Non occorre dunque evitare il consumo di melanzane per timore della loro tossicità: le melanzane sono anzi ricche di sali minerali, vitamine e sostanze antiossidanti che apportano benefici al nostro organismo.

Come sempre, è bene variare gli alimenti e seguire una dieta bilanciata ed equilibrata