Milano ha registrato un aumento clamoroso dei contagi rispetto alle ultime settimane, e secondo gli esperti non può che essere dovuto alla diffusione della variante Omicron. A ricostruire la vicenda ci ha pensato il ‘Corriere della Sera’, che ha citato i dati raccolti dal laboratorio dell’Istituto Auxologico di Milano.

Milano focolaio Covid, boom dell’incidenza

Rispetto alle prime tre ondate, questa volta il focolaio della Lombardia non è a Lodi, Bergamo o Brescia, bensì a Milano. E la progressione è notevole. Come sottolineato dal ‘Corriere’, infatti, il numero medio di nuovi contagi giornalieri, nell’ultima settimana, è più che raddoppiato rispetto a quella precedente: +135,8%. Nessun’altra grande città italiana ha registrato un aumento del genere in termini di incidenza.

L’aumento dei contagi a Milano

Sotto i riflettori è finito ovviamente il tasso di incidenza, parametro che consente di capire quale sia la media dei nuovi contagi ogni 100 mila abitanti ogni sette giorni, da cui dipende anche il passaggio da una fascia colorata all’altra per una regione.

La prima soglia limite è fissata a 50, si tratta di quella minima: a fine ottobre, Milano contava circa 129 nuovi malati ogni 24 ore, con una incidenza a 29. Numeri assai confortanti per una metropoli così grande, decisamente al di sotto di quelli registrati a livello nazionale.

Oggi, invece, i nuovi malati sono 543: superiori alla media della regione Lombardia (440), quasi il doppio di quella nazionale (321).

Il problema è che la crescita non sembra volersi ancora arrestare e il motivo, secondo gli esperti, sarebbe da rintracciare nella circolazione della variante Omicron, anche se dai laboratori la presenza della variante, in aumento, non traspare in modo massiccio. Resta il fatto che, rispetto a una settimana fa, l’incidenza è passata da 231 a 543, un aumento del +135,8%.

La paura è che questo dato possa estendersi presto non solo a tutta la Lombardia, ma a tutta Italia.