Milleduecento scienziati contro Boris Johnson: la lettera

Oltre 1.200 scienziati da tutto il mondo hanno scritto una lettera al premier britannico Boris Johnson, puntando il dito contro la decisione di eliminare in Inghilterra, a partire da lunedì prossimo, tutte le rimanenti restrizioni imposte a causa del Covid. Come riporta la rivista “Lancet”, gli scienziati hanno deciso di far sentire la loro voce e rivolgersi direttamente a Johnson.

“Pericolosa e immorale”, così viene definita la scelta del governo Johnson. Riaprire nel momento in cui cresce la diffusione della variante Delta, per gli esperti, significa esporsi al rischio ed è “una politica che finisce per coinvolgere tutti” mentre “il mondo sta guardando”.

Secondo gli esperti, quella messa in atto da Johnson è “una strategia avventata”, per questo sono “stupefatti” delle decisioni di Londra. I criteri per una riapertura in sicurezza, si legge ancora nella lettera, dovrebbero essere una pandemia sotto controllo e una popolazione protetta. Queste condizioni, al momento, non sono soddisfatte in Gran Bretagna.

Si tratta quindi di “una sfida alla logica e alla scienza”, una cosa “stupida in termini sia di politica sanitaria che di politica economica”, hanno aggiunto gli scienziati.

Gli esperti hanno ricordato che nessuno nel mondo ha raggiunto livelli di vaccinazione sufficienti per riaprire completamente. Il sospetto, quindi, è che il governo Johnson abbia deciso di nuovo di perseguire una strategia di immunità di gregge raggiunta facendo dilagare il virus tra la popolazione.

Lo scontro teorico, quindi, continua tra gli scienziati di Lancet che propongono di perseguire un obiettivo “zero Covid” e il governo di Londra che spinge per imparare a convivere con il coronavirus.