Tragedia, in provincia di Trento. Andrea Zanotelli, un uomo di 72 anni, è morto dopo essere stato morso da una zecca. La puntura risale intorno alla metà di giugno: dopo aver notato una costante sensazione di spossatezza e una mano stranamente gonfia, Zanotelli è entrato in coma. Non si è più svegliato ed è deceduto dopo tre settimane.

Inizialmente l’uomo si era fatto controllare all’ospedale Valli Del Noce di Livo, piccolo comune trentino, per poi essere trasferito all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Dopodiché è sopraggiunta una febbre alta e stabile. Quindi, problemi di gonfiore a una mano si sono estesi anche agli altri arti.

Nonostante i sanitari abbiano prontamente compreso l’origine del problema, l’uomo è entrato in uno stato di coma durato tre settimane e dal quale non è più uscito.

La causa del decesso è stata un’encefalite da zecca, detta anche TBE (‘Tick Borne Encephalitis’, o meningoencefalite da zecche). Quasi sicuramente l’uomo non si era accorto di essere stato morso.

Le conseguenze del cambiamento climatico

Alcuni studi, presentati al meeting dell”American Society of Tropical Medicine and Hygiene‘ del 2020, sembrano concludere che, a causa dell’innalzamento delle temperature, le zecche abbiano iniziato a preferire gli esseri umani ai cani.

La situazione attuale è comunque sotto controllo, ed esistono terapie mirate per combattere le punture di zecca.

È però essenziale dare attenzione sia alla prevenzione, in questo caso con un vaccino, che al controllo personale quando si rientra da un’escursione.

Il morso di zecca solitamente è indolore, non causa prurito ed è difficilmente visibile.

È importante quindi sia utilizzare l’abbigliamento adatto che prendersi qualche minuto per fare un check del nostro corpo di rientro da una passeggiata nella natura.