È morto questa mattina Biagio Conte, 59 anni, missionario laico e protagonista di tante battaglie in difesa dei poveri e degli indigenti a Palermo, dove nel 1993 aveva fondato la Missione Speranza e Carità.

Da tempo era gravemente malato; intorno a lui, volontari e ospiti della comunità da lui fondata si sono stretti per confortarlo nei suoi ultimi momenti.

Una vita spesa per gli altri

Fondando nove comunità a Palermo e nelle zone circostanti, Biagio Conte ha trascorso la sua vita al servizio dei poveri. Figlio di imprenditori edili, dall’età di tre anni frequenta un collegio in Svizzera e torna a Palermo a nove anni, per poi essere messo in un altro collegio, San Martino delle Scale, per altri quattro anni.

A 16 anni lascia il liceo e inizia a lavorare nell’impresa edile di famiglia. Tuttavia, a causa di una profonda crisi spirituale (per la quale il cambiamento di scenario sembrava una buona idea), a 18 anni lascia la casa e si trasferisce a Firenze.

Nel maggio 1990 ha scelto di vivere da eremita sulle montagne dell’entroterra siciliano. Poco tempo dopo il viaggio, durante il quale si è recato interamente a piedi ad Assisi.

La storia è stata resa nota dall’appello di aiuto della famiglia d’origine a un programma della RAI intitolato “Chi l’ha visto?”, al quale Biagio ha risposto in diretta, informando del suo viaggio ad Assisi.

In risposta alla morte di alcuni senzatetto nel 2018, ha deciso di dormire per le strade di Palermo, sotto i portici del Palazzo delle Poste Centrali, iniziando uno sciopero della fame che sarebbe durato dieci giorni, la Regione ha poi finanziato l’ampliamento della struttura di via Decollati.

Nei giorni scorsi, mentre era gravemente malato, frère Blaise ha lanciato appelli alle istituzioni per aiutare a pagare le bollette e garantire l’assistenza agli indigenti.

Anche il film “Biagio” è stato realizzato dal regista palermitano Pasquale Scimeca, ed è incentrato sulla figura di un missionario laico.