David Sassoli, il presidente del Parlamento europeo, è morto nella notte tra lunedì 10 gennaio e martedì 11 gennaio al’ospedale di Aviano, in provincia di Pordenone.

Lunedì 10 gennaio si era diffusa la notizia di un suo ricovero in Italia per una malattia, o meglio, per complicanze dovute a una disfunzione al sistema immunitario. A confermare il decesso pubblicamente è stato il suo portavoce Roberto Cuillo, che ha aggiunto come Sassoli fosse ricoverato dal 26 dicembre scorso. Nato a Firenze il 30 maggio 1956, aveva 65 anni.

Disfunzione del sistema immunitario: che malattia aveva Sassoli

Sposato e padre di due figli, tifoso della Fiorentina, Sassoli viveva a Roma, ma appena possibile si spostava nella casa di Sutri, un paese medievale della Tuscia lungo la via Cassia, il cui sindaco è Vittorio Sgarbi.

“Il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli si è spento alle ore 1.15 dell’11 Gennaio presso il CRO di Aviano (PN) dove era ricoverato. Nelle prossime ore verrà comunicata data e luogo delle esequie” ha annunciato il suo portavoce Roberto Cuillo. Era stato ricoverato per una grave complicanza dovuta a una disfunzione al sistema immunitario.

Sassoli era già stato ricoverato in ospedale a Strasburgo a settembre per una polmonite non legata al Covid. In quell’occasione, Cuillo aveva reso noto che “mercoledì 15 settembre il presidente del Parlamento europeo David Sassoli è stato portato all’Hôpital Civil di Strasburgo. Dopo le necessarie visite mediche, gli è stata diagnosticata una polmonite ed è stato immediatamente curato”.

Nato a Firenze il 30 maggio 1956, ha frequentato da giovane l’Agesci, Associazione guide e scout cattolici italiani. Il padre era un parrocchiano di don Milani e lui ha cominciato fin da giovane a lavorare per piccoli giornali e in agenzie di stampa prima di passare a ‘Il Giorno’ e poi fare il grande salto in Rai.

Fiorentino di nascita ma romano di adozione, è diventato un volto noto alle famiglie italiane soprattutto per la sua conduzione del Tg1 della Rai, di cui è stato anche vicedirettore durante l’era di Gianni Riotta.