Ascoltare musica può aiutare chi soffre di epilessia a prevenire nuove crisi. Un team di studiosi del Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire, ha fatto ascoltare a 16 pazienti epilettici 15 secondi di diverse composizioni, tra cui la Sonata per due pianoforti in Re maggiore K448 di Mozart, rilevando che l’ascolto contribuiva a ridurre significativamente i picchi di attività neurale responsabili dei loro attacchi.

Rispetto ad altri brani di generi anche contemporanei, come quelli ad esempio dei Nickelback o di Buddy Holly, la cui scelta era stata lasciata alle preferenze dei soggetti coinvolti nell’esperimento.

L’opera di Mozart ha sortito gli effetti più positivi: l’influenza di questa particolare composizione sull’attività cerebrale era stata già rilevata in uno studio del 1939, ma ora l’equipe guidata da Robert Quon ha stabilito la sua qualità terapeutica specifica nei confronti dell’epilessia.

Monitorando il cervello dei pazienti durante l’ascolto per individuare i cosiddetti IED, intermittent explosive disorders, si è notato che queste impennate dannose erano diminuite già dopo 30 secondi di immersione nelle note mozartiane, che si sviluppano in modo tanto imprevedibile tra un passaggio e l’altro nell’arco dell’intera composizione, da sorprendere e destabilizzare l’ascoltatore, creando una risposta emozionale positiva e calmante.

I ricercatori stanno ora lavorando ad una speciale playlist anti-epilessia di cui possano beneficiare tutti coloro che sono affetti da questa patologia.