Mugello, cosa è successo al piccolo Nicola: i punti oscuri

Il piccolo Nicola, è stato ritrovato questa mattina da un giornalista della Vita in diretta della Rai, Giuseppe Di Tommaso, a circa 3 chilometri di distanza dalla sua abitazione, dopo 30 ore all’addiaccio, senza mangiare e bere. Le indagini dovranno chiarire come abbia fatto ad arrivare così lontano da solo, a piedi. Potrebbe aver camminato anche di più, percorrendo circa 4 chilometri a piedi tra alcune strade sterrate.

Altro aspetto da chiarire: i sandali che Nicola portava quando è stato trovato dai carabinieri. Era stato messo a letto con le scarpette, oppure è stato in grado di indossarli da solo dopo essersi svegliato?

I carabinieri dovranno anche chiarire la presenza di alcune tracce di sangue trovate in corrispondenza della porta di casa: a chi appartengono e come ci sono finite?

Ultimo punto: le ricerche sono state avviate in ritardo? Secondo quanto ricostruito, riporta l’Ansa, i genitori si sarebbero accorti dell’assenza del bambino intorno alla mezzanotte di lunedì. Avrebbero cercato il figlio attorno alla casa, e avrebbero avvisato i carabinieri solo alle 9 di ieri mattina.

Bambino ritrovato al Mugello: le parole del padre

Riguardo a quest’ultimo punto il papà del bimbo, Leonardo Tanturli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Stampa: “Abbiamo sbagliato a non dare subito l’allarme, ma pensavamo che sarebbe tornato o che si fosse addormentato in un campo”. “Su queste colline ci sono lupi e cinghiali – ha detto – ci ho pensato per un attimo ma poi ho pensato che non gli avrebbero mai fatto del male”.