Natale e Capodanno, verso la zona rossa: i possibili scenari

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Anche alla luce dei molti assembramenti verificatisi nel weekend in diverse città italiane, il governo sta valutando la possibilità di irrigidire alcune misure anti Covid in vista delle festività natalizie. Secondo quanto riferito da ‘La Repubblica’, nel corso di un vertice tra i capi-delegazione sono emersi 3 possibili scenari diversi, validi per 8 giorni (dal 24 dicembre al 1° gennaio) oppure nei 10 giorni festivi e prefestivi (24-27 dicembre, 31 dicembre-3 gennaio, 5-6 gennaio) o infine dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021.

Regole anti Covid a Natale e Capodanno: le 3 ipotesi

La prima ipotesi prevede l’istituzione di una “zona arancione” su tutto il territorio nazionale, con l’estensione del divieto di uscita dal proprio comune e la chiusura totale di ristoranti e bar.

La seconda opzione prevede di trasformare, negli stessi giorni, l’intero Paese in “zona rossa“, chiudendo anche i negozi, vietando gli spostamenti non essenziali fuori dalla propria abitazione ma lasciando un margine di flessibilità per il giorno di Natale, in modo da garantire, tra le varie cose, la partecipazione ai riti religiosi.

Il terzo scenario, più soft, prevede di affiancare alla chiusura di bar e ristoranti un rafforzamento del coprifuoco per l’intero periodo di festa. Il nuovo limite potrebbe scattere alle 18 o alle 20, in modo da “bloccare” cenoni, aperitivi e feste in abitazioni private.

Regole anti Covid a Natale e Capodanno: quando si decide

La decisione finale sulle nuove misure decise dal governo per le festività natalizie potrebbe arrivare già oggi, al termine di un summit aperto anche agli scienziati del Comitato Tecnico Scientifico. Considerato l’alto rischio di spostamenti, i tre scenari sopracitati potrebbero essere estesi anche al prossimo week end, cioè quello del 19-20 dicembre.

Governo, stretta a Natale: l’appello di Speranza

‘La Repubblica’ riporta alcune dichiarazioni del ministro della Salute Roberto Speranza, pronunciate nel corso del vertice.

Queste le sue parole: “Voglio essere chiaro: non avremo un effetto epidemiologico delle vaccinazioni prima di 3 mesi. Se non stringiamo adesso, rischiamo di trovarci in pieno inverno con una terza ondata e senza ancora lo scudo dei vaccini“.