Sono 3 i nuovi coronavirus individuati nei pipistrelli dal team di scienziati della National University e dell’Institut Pasteur del Laos si chiamano Banal-52, Banal-103 e Banal-236.

Come riporta ‘Rainews’, la somiglianza col Sars-CoV-2 riguarda soprattutto la proteina Spike e, in particolar modo, quella porzione della proteina che si lega al recettore Ace2 (la porta principale che il virus usa per entrare nel nostro organismo). Ciò rende i nuovi coronavirus i “parenti più stretti” del SarsCoV2 fino a questo momento identificati.

Rispetto al ceppo originale di Wuhan, questi nuovi virus si sono dimostrati capaci di legarsi in modo più efficiente ad Ace2. La presenza in natura di coronavirus così simili a quello responsabile del Covid-19 rende possibile il passaggio diretto del virus dal pipistrello all’uomo, senza il transito intermedio in un altro animale.

I test effettuati su cellule umane hanno svelato la capacità dei nuovi virus di entrare all’interno della cellula, ma anche una certa capacità degli anticorpi sviluppati a seguito di un’infezione di bloccare i virus.

Secondo Antonella Viola, l’immunologa dell’Università di Padova, “questa scoperta non risponde ancora a tutte le domande aperte, ma rafforza ulteriormente l’ipotesi dell’origine naturale del SARS-CoV-2. Tuttavia, allo stesso tempo, ci conferma che molti altri virus sono già pronti a fare il salto di specie e infettarci“.

Il messaggio di Viola prosegue così: “Bisogna non solo monitorare l’evoluzione dei coronavirus da vicino, per evitare di essere colti impreparati, ma anche effettuare quei cambiamenti strutturali nella nostra sanità che ci avrebbero consentito una gestione migliore dell’emergenza. Bisogna imparare la lezione”.