Il professor Sergio Abrignani, membro del Comitato tecnico scientifico, ha parlato di scenario catastrofico per questo mese di gennaio in cui l’Italia sta vivendo una nuova ondata di casi di coronavirus dovuta alla variante Omicron.

Parlando ai microfoni della giornalista Maria Latella, nel classico appuntamento de “Il Caffè della domenica” (in onda ogni settimana alle ore 10 su Radio24) Abrignani ha voluto mettere in guardia tutti quei cittadini che hanno deciso di non vaccinarsi.

Queste le sue parole: “Nei prossimi 30 giorni, stando ai ritmi attuali, rischiamo di avere oltre 2500 morti tra le persone non vaccinate“.

“Queste sono morti che potevano essere evitate” ha attaccato l’immunologo, aggiungendo che “proprio per questo continuo a dire che la scelta di non vaccinarsi è paragonabile ad andare in moto a folle velocità e senza casco”.

No vax, allarme dell’immunologo Sergio Abrignani: l’analisi dei numeri

Abrignani ha poi fatto un’accurata analisi dei dati provenienti dagli ospedali del Paese: “Nella popolazione over 50 per la quale da domani (lunedì 10 gennaio 2022) scatterà l’obbligo vaccinale ci sono oltre 2 milioni e 200 mila persone non vaccinate”.

La situazione negli ospedali e la corsa al vaccino

“Questi – ha proseguito – sono i soggetti che contribuiscono al 75% dei ricoveri in terapia intensiva e al 60% delle morti per coronavirus. In queste ultime due settimane abbiamo avuto una media di 160 decessi al giorno, di cui una quota compresa tra 85 e 90 individui sono persone non vaccinate.”

Intanto però la decisione presa dal governo ha innescato una vera e propria corsa alle prime dosi: nella giornata di ieri (sabato 8 gennaio) ne sono somministrate 68.990, il numero più alto dallo scorso 15 ottobre (furono 71.033).

No vax, allarme dell’immunologo Sergio Abrignani: la scuola e il contagio

Rispondendo alle domande dei radioascoltatori, Abrignani si è poi soffermato sul rientro in classe degli studenti, anch’esso previsto per la giornata di domani, lunedì 10 gennaio: “Sulla ripartenza delle scuole sono d’accordo con la decisione presa dal governo, in un paese in cui i bambini possono andare al cinema, al ristorante e nei bar, per me sarebbe incomprensibile chiudere la scuola“.

“Sicuramente bisognerà monitorare la situazione ma è un rischio da prendere nel momento in cui tutto è aperto; niente ci fa prevedere che torneremo in lockdown” ha concluso Abrignani.