Nuovo Dpcm, Cts: deroghe su spostamenti per i piccoli Comuni

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A Dpcm appena firmato con tutte le regole anti Covid per le vacanze natalizie, potrebbe rimanere ancora qualche spiraglio per delle deroghe sugli spostamenti da e per i piccoli Comuni. Secondo il Corriere della Sera, la richiesta rivolta a Giuseppe Conte sarebbe arrivata questa volta non dai presidenti di Regione, che sul tema hanno ampiamente protestato, ma dal Comitato tecnico scientifico.

Nuovo Dpcm, deroghe su spostamenti per i piccoli Comuni: la richiesta del Cts

Il Cts avrebbe infatti chiesto al presidente del Consiglio di prevedere “una deroga al divieto di spostamento per i piccoli Comuni”, in quanto la norma inserita sia nel Dpcm appena varato che nel Decreto legge Covid precedente sarebbe “particolarmente penalizzante per chi vive in luoghi piccoli” e isolati e per questo “raccomandano che il divieto di spostamento per questi casi possa essere rivisto”.

Nella conferenza stampa di presentazione del Dpcm Giuseppe Conte ha accennato alla possibilità di eccezioni sul blocco dei movimenti in entrata e in uscita dai Comuni soltanto in due casi, compresi nella definizione di “stato di necessità”: i ricongiungimenti familiari tra conviventi (ad esempio, per coppie separate per lavoro) e l’aiuto alle persone non autosufficienti, come anche anziani familiari costretti a passare le festività in solitudine.

Nuovo Dpcm, deroghe su spostamenti per i piccoli Comuni: i chiarimenti nelle FAQ

Alla sollecitazione degli esperti, il governo potrebbe rispondere specificando attraverso una sezione di domande e risposte (Frequently asked questions, FAQ) nel sito della Presidenza del Consiglio quali situazioni rientrino nello “stato di necessità” che consentirà di uscire dal proprio Comune nei giorni considerati.

Difficile che vengano modificati il Dpcm e il decreto legge quadro, entrambi già pubblicati, differenziando i Comuni medio-grandi da quelli “piccoli”, per i quali non dovrebbe valere il blocco alla mobilità.

Nella definizione delle limitazioni contenute nel Dpcm di dicembre, il divieto degli spostamenti nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, aveva provocato un forte dissenso da parte dei governatori, espresso subito dopo il termine della conferenza Stato-Regioni.

Come dichiarato dal presidente della Lombardia Attilio Fontana: “Abbiamo ribadito come questa scelta crea delle situazioni di difficoltà ai cittadini che si vedono nell’impossibilità di vedere i propri parenti, i nonni o i genitori anziani, e che crea un differente modo di comportamento tra le grandi città e i piccoli comuni. Esistono situazioni di parenti che si vedono divisi da una ‘linea di confine’ magari a 500 metri di distanza. È una situazione che noi ritenevamo di dover rivalutare” ma “non abbiamo potuto entrare nel merito”.