Nuovo Dpcm in arrivo, cosa non si potrà più fare

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Il nuovo Dpcm del governo è in arrivo nelle prossime ore, probabilmente domani (mercoledì). Si parla di coprifuoco serale a livello nazionale, didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, chiusura dei centri commerciali nel weekend e divisione del Paese in tre aree, in base agli scenari di rischio che tengono conto delle valutazioni di Iss e Consiglio superiore di sanità.

Il Paese “sarà suddiviso in tre aree in base agli scenari di rischio che tengono conto delle valutazioni di Iss e Consiglio superiore di sanità, basate su 21 parametri (tra i quali il numero dei casi sintomatici, i ricoveri, i casi nelle Rsa, la percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra sintomi e diagnosi, il numero di nuovi focolai, l’occupazione dei posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità). Si tratta di un sistema, quindi, molto articolato”, ha detto ieri Conte nell’illustrare le prossime misure alla Camera, citando i 21 parametri individuati dall’Iss con Ministero della Salute e condiviso con la Conferenza delle regioni.

La struttura di prevenzione redatta dall’Iss con Ministero della Salute e condiviso con la Conferenza delle regioni, “ci impone di intervenire in modo molto più mirato, di restringere e allentare le misure a livello territoriale, sulla base delle soglie di criticità. A tal fine, il prossimo dpcm individuerà 3 aree in base al livello di rischio“, ha precisato il premier.

Nuovo Dpcm, tre scenari di rischio: zona rossa, zona arancione e zona verde

Nuovo Dpcm: cosa prevede la zona rossa

La zona rossa è prevista per i territori considerati a rischio “alto/molto alto”, con un Rt superiore a 1,5: durerà tre settimane consecutive, con chiusura di locali notturni, bar e ristoranti. Le indicazioni prevedono restrizioni regionali e provinciali.

L’allarme rosso porta anche alla chiusura di scuole e università, ma anche alla limitazione della mobilità: chi potrà lavorerà in smart working, obbligatoria la didattica a distanza.

Saranno poi potenziati gli alberghi Covid, sarà attivato personale aggiuntivo a supporto del dipartimento Covid e sarà rimodulata l’attività di screening e di contact tracing.

Nuovo Dpcm: cosa prevede la zona arancione

La zona arancione, con Rt tra 1,25 e 1,50, prevede la possibilità di chiusura di attività, sospensione di eventi e limitazione della mobilità in specifici ambiti regionali (comuni o province).

Per scuole e università si punterà a favorire lezioni scaglionate (mattina e pomeriggio). Prevista la possibilità di sospensione di alcuni insegnamenti a rischio più elevato, come educazione fisica, musica, laboratori.

Didattica a distanza per gli studenti delle superiori e dell’università.

Obbligo di mascherine anche all’aperto, interruzione della attività sociali a rischio assembramento.

Nuovo Dpcm: cosa prevede la zona verde

Ci sono poi le zone verdi, dove la circolazione è bassa o molto bassa e l’Rt è comunque al di sotto dell’1,25: previsti interventi ordinari come l’isolamento dei casi positivi, la quarantena dei contatti e una serie di precauzioni standard (mascherine, distanziamento fisico, igiene individuale e ambientale).

Si punterà a favorire lezioni scaglionate (mattina e pomeriggio), se utile ad aumentare gli spazi. Possibilità di sospensione di alcuni insegnamenti a rischio più elevato, come educazione fisica, musica, laboratori.

Ecco alcune delle misure previste:

CIRCOLAZIONE – Il governo prevede di adottare a livello nazionale “limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda”, annuncia Conte.

SCUOLA – Tra le misure che il governo adotterà nelle prossime ore a livello nazionale si configura anche “la possibilità, per le scuole secondarie di secondo grado, di passare anche integralmente alla didattica distanza”, “sperando si tratti di una misura temporanea”, annuncia Conte.

MEZZI PUBBLICI – E’ prevista anche “la riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali”.

MUSEI E MOSTRE – Tra le misure restrittive che verranno assunte a livello nazionale nelle prossime ore c’è anche “la chiusura di musei e mostre”, ha detto Conte

CENTRI COMMERCIALI – “Per l’intero territorio nazionale – ha aggiunto il premier – intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio. Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri commerciali”.

CORNER SCOMMESSE – “In linea con la chiusura delle sale bingo e delle sale scommesse” introdotta con il Dpcm dello scorso 24 ottobre, “chiudiamo anche i corner per le scommesse e giochi ovunque siano”.