Nuovo Dpcm, Speranza: entro marzo sarà il virus predominante in tutto il Paese

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Il ministro della Salute Roberto Speranza è intervenuto all’aula del Senato per riferire le sue comunicazioni nell’ambito della lotta alla pandemia in Italia e le nuove misure di contenimento. “Solo il comune lavoro di tutte le istituzioni può portarci a vincere la sfida che abbiamo davanti. Questo dibattito è importante e siamo in una situazione politica nuova”, ha sottolineato il ministro.

Nuovo Dpcm, Speranza: “Unità nazionale è un dovere”

“Il premier ha detto che l’unità non è un’opzione ma un dovere – ha ricordato Speranza, citando il discorso del premier nel giorno della fiducia – ho sempre auspicato un’unità nazionale contro l’emergenza. Non c’è strada diversa da unità”.

Sul punto dell’unità, Speranza ha voluto fare un appello contro le polemiche che le tante voci sollevano sulla gestione dell’emergenza: “Le polemiche disorientano i cittadini sempre più stanchi per questa lunga crisi. Insieme all’unità e alla responsabilità è indispensabile dire sempre la verità ai cittadini”.

“Riconfermo un messaggio di fiducia – ha poi affermato Speranza – argineremo il virus con la scienza e il personale sanitario. I ritardi di alcune forniture di vaccini non muteranno l’iter in corso e vediamo la luce in fondo al tunnel”.

Speranza: “Prossimo Dpcm in vigore dal 6 marzo al 6 aprile”

Il ministro Speranza ha ribadito l’efficacia della suddivisione dell’Italia in fasce di rischio: “Differenziare le misure su base regionale ci consente di agire in modo proporzionale e ci ha permesso di non ricorrere ad altri lockdown generalizzati, mentre altri paesi Ue ne hanno fatti due o tre. Ritengo sia utile anche alla luce delle varianti, favorire un nuovo confronto in un tavolo tecnico tra Iss e Ministero per delineare il quadro in cui siamo”.

Il ministro ha anche sottolineato che non siamo ancora in condizione di poter allentare le misure, anche in relazione alla crescente diffusione delle varianti: “Non ci sono le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia, siamo all’ultimo miglio e non possiamo abbassare la guardia”. Secondo gli esperti di Iss e Cts, il 30% delle infezioni in Italia è legato alla variante inglese ed entro metà marzo sarà il virus predominante in tutto il Paese.