Oggi è possibile compiere diagnosi più precise senza attendere a lungo. In Inghilterra è stato utilizzato per la prima volta al mondo una serie di test genetici che sembrerebbero in grado di identificare le persone più a rischio di malattie cardiache.

Lo studio realizzato dal National Health Service inglese (NHS) è stata chiamata “Heart”, ed è stata effettuata su circa 1.000 pazienti di età compresa tra 45 e 64 anni.

I test genetici potrebbero identificare le persone a rischio di malattie cardiache

Grazie allo studio è stato possibile individuare alcuni soggetti concretamente a rischio di sviluppare patologie cardiovascolari nel corso dei prossimi 10 anni.

Grazie ai nuovi test genetici, infatti, i medici di base dei 12 ambulatori coinvolti nello studio sono riusciti ad ottenere risultati diversi da quelli forniti dalle più classiche analisi di valutazione del rischio, basate su dati come peso totale, indice di massa corporea, storia familiare, pressione sanguigna – qui trovi un alimento ideale per tenere a bada la pressione alta – eventuale stato di fumatore e simili.

Nel 13% dei casi i risultati dei test genetici hanno permesso di individuare un rischio di patologie cardiache altrimenti “invisibile” perché non individuabile dalle indagini che di norma vengono effettuate per questo genere di previsioni mediche.

Grazie ai risultati dei testi, i medici hanno potuto modificare la gestione di alcuni pazienti, ad esempio correggendo la dieta o prescrivendo farmaci specifici per abbassare il colesterolo.

Il primo test al mondo che può dirti (prima) se sei a rischio infarto

Secondo Sir Peter Donnelly, fondatore e AD di Genomics, la società che ha sviluppato i test, la ricerca “Heart” permetterà di prevenire circa 11.000 eventi cardiovascolari nel corso dei prossimi 10 anni in Gran Bretagna.

Entusiasta anche il commento di Ahmet Fuat, ricercatore a capo dello studio: “La nostra indagine dimostra inequivocabilmente che questo tipo di test genomico è in grado di rivoluzionare, cambiandolo alla radice, il modo in cui attualmente gestiamo la prevenzione delle malattie cardiovascolari, soprattutto nella fase iniziale.

I test genetici incrementano esponenzialmente le nostre possibilità di identificare i pazienti che necessitano maggiori misure preventive,  ci aiutano inoltre ad indirizzarli verso i giusti interventi e le cure più adeguate”.