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Antonella Viola lancia un apello dalle colonne de ‘La Stampa’. Nel suo intervento si legge: “I dati sono essenziali nella scienza e lo sono anche per guidare tutti noi, cittadini e governi, nel prendere le decisioni più giuste. Tuttavia, in una condizione in continua evoluzione come una pandemia virale, i dati devono essere costantemente aggiornati sulla base delle nuove evidenze scientifiche e devono saper essere interpretati”.

Secondo l’immunologa, “in questi giorni, entrambi gli aspetti sono carenti e molte persone faticano a comprendere che i vaccini stanno funzionando bene e che non c’è davvero spazio per esitare: bisogna fare presto e vaccinarci tutti“.

Antonella Viola ha preso posizione anche sul tema della terza dose: “La strategia a cui si sta puntando è quella di vaccinare con una terza dose. Francamente non credo che i dati scientifici a oggi (e sottolineo a oggi) supportino l’uso generalizzato di terze dosi, se non nei casi di fragilità”.

Secondo l’esperta, il ricorso alla terza dose per tutti priverebbe di vaccini quei Paesi rimasti indietro con l’immunizzazione. Inoltre, sempre nell’opinione dell’immunologa, “non risolverebbe il nostro problema, quello degli oltre 4 milioni di over 50 non vaccinati”.

Viola ha aggiunto: “Sarebbe più utile che il governo imponesse l’obbligo vaccinale a tutti gli adulti. Siamo da troppo tempo in una situazione di emergenza e non possiamo permetterci un altro anno di ricoveri e chiusure”.

Covid, Antonella Viola spiega la situazione in Israele

L’immunologa Antonella Viola ha infine spiegato perché in Israele ci sono più vaccinati che non vaccinati tra i nuovi ricoverati per Covid: “Immaginiamo che la mia classe di studenti di medicina del prossimo anno sia di 100 persone, di cui 80 donne e 20 uomini. Immaginiamo che a fine corso vengano bocciati 10 studenti, di cui 6 donne e 4 uomini. Le ragazze hanno studiato meno dei colleghi maschi? O la loro performance è stata inferiore? Certamente no, l’analisi corretta ci dice che ho bocciato il 20% dei ragazzi e il 7,5% delle ragazze e che, quindi le ragazze, sono state più brave. Questo spiega cosa sta accadendo in Israele, dove gran parte della popolazione è ormai vaccinata e quindi più numerosa”.