L’Eufrasia (Euphrasia officinalis), è una pianta della famiglia delle Scrofulariaceae famosa per le sue proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, antiallergiche, e decongestionanti.

L’eufrasia contiene lignani, glicosidi, aucubina, acidi fenolici, iridoidi, flavonoidi, tannini (acido eufrasiotannico) e aucuboside (un eteroside antiallergico e antiflogistico) che ne fanno un eccellente rimedio contro tutte le affezioni degli occhi – dalle congiuntiviti alle blefariti, dai raffreddori alle riniti allergiche.

Numerosi studi hanno dimostrato inoltre che una delle sostanze contenute nell’eufrasia, l’aucubina ha la capacità di esercitare un’attività epatoprotettiva contro i danni al fegato causati da sostanze velenose come il teracloruro di carbonio e l’alfa-amanitina (un veleno contenuto nei funghi amanita phalloides) e perfino, secondo alcuni studi condotti in vitro, di inibire il virus dell’epatite B.

Tutti gli usi dell’eufrasia

La medicina naturale raccomanda l’eufrasia come rimedio d’elezione in tutti i casi di congiuntiviti, riniti allergiche, blefariti, orzaiolo, stanchezza oculare, eccessiva lacrimazione, irritazione, bruciore, arrossamento e disturbi oculari di origine muscolare o nervosa, sia per applicazioni locali che come rimedio erboristico, fitoterapico, omeopatico, e collirio.

Il collirio all’eufrasia: pratico e semplice da usare

Chi soffre di allergie a pollini, polveri, vento, con infiammazione agli occhi, lacrimazione intensa, fotofobia ecc. non dovrebbe mai scordare di portare con sé un collirio naturale all’eufrasia, in gocce o in pratiche monodosi che evitano possibili contaminazioni. La posologia raccomandata è:

Adulti: da 2 a 4 gocce per occhio, 2 – 3 volte al giorno

Bambini: 1 o 2 gocce per occhio,  2 – 3 volte al giorno

N.B: Non usare nei bambini minori di 3 anni.

Compresse all’eufrasia: un sollievo per gli occhi stanchi e gonfi

Tra tutti gli organi sensoriali, gli occhi sono forse lo strumento più prezioso, soprattutto in una cultura come la nostra, tutta centrata sulla vista e su un uso intensivo di strumenti  come computer, tablet, schermi televisivi, consolle video ecc. che espone gli occhi ad un continuo stress da inquinamento luminoso. A queste fonti tecnologiche di disturbo si aggiungono poi quelle naturali, come la luce solare, gli agenti atmosferici – più o meno carichi di pulviscoli e residui chimici inquinanti – i pollini e gli agenti infettivi come virus e batteri, causa di congiuntiviti.

Per mantenere sani ed efficienti i nostri occhi è quindi importante prendersene cura tempestivamente, adottando semplici accorgimenti di difesa – come l’uso di occhialini per proteggerli dal cloro delle piscine, lenti antiriflesso al computer e lenti scure contro i raggi solari – e intervenendo ai primi segnali di disagio con impacchi all’infuso di eufrasia.

Infuso di eufrasia, come prepararlo

Prepara un infuso di eufrasia mettendo mezzo cucchiaino da tè di erba essiccata in una tazza di acqua calda. Filtra dopo 2-3 minuti, lascia raffreddare quindi imbevi 2 garze ripiegate nella misura dell’occhio. Strizzale leggermente e applicale sugli occhi. Dopo 5 minuti toglile e sostituiscile con altre due garze imbevute per altri 5 minuti.

Eufrasia e camomilla risolvono gli orzaioli e prevengono i calazi

L’orzaiolo è una sorta di “brufolo” infiammato e dolente che compare sui bordi delle palpebre, ed è prodotto dall’infezione – solitamente da stafilococco –  di una ghiandola sebacea delle ciglia.

Benché tenda a guarire spontaneamente nel giro di una settimana, l’orzaiolo è fonte di disagio fisico ed estetico, inoltre può, anche se raramente, dar luogo a un calazio – una cisti palpebrale vistosa e dolorosa- quando l’infezione si estende fino a ostruire il dotto escretore delle ghiandole di Meibomio sparse lungo lo spessore delle palpebre inferiori e superiori, che hanno il compito di produrre il sebo lacrimale, indispensabile per preservare l’idratazione della cornea e favorire lo scorrimento della palpebra sull’occhio.

Per accelerare la guarigione dell’orzaiolo applica degli impacchi di tisana a base di eufrasia e camomilla, preparati ponendo un cucchiaio delle due erbe in una tazza d’acqua calda e lasciandole riposare 5 minuti prima di filtrare. Inzuppa un disco di garza nel liquido caldo (ma non bollente!) e applicalo sull’orzaiolo, rinnovando l’applicazione due o tre volte al giorno.

Agli impacchi di eufrasia e camomilla si associa il rimedio omeopatico di fondo Pulsatilla7 CH, particolarmente indicato nelle infezioni recidivanti, e Belladonna7 CH in caso di calazio di colore rosso vivo, molto gonfio e doloroso: i due rimedi vanno assunti insieme, 5 granuli di ciascuno due volte al giorno.

L’eufraisa omeopatica contro le congiuntiviti irritative  

La congiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva, la membrana trasparente che tappezza la superficie dell’occhio e l’interno delle palpebre, e si manifesta con un arrossamento della sclera (il bianco dell’occhio), accompagnato da sintomi più o meno intensi come bruciore, sensazione di sabbia negli occhi, secrezioni e arrossamenti. Le cause scatenanti possono essere di natura infettiva (da virus o batteri), allergica (da pollini, polvere, muffe ecc), o irritativa (da agenti inquinanti o tossici).

In caso di congiuntivite irritativa applica localmente compresse di tisana all’eufrasia e camomilla per sfiammare l’occhio e assumi il rimedio omeopatico Euphrasia7 CH nella dose di 3 granuli tre o più volte al giorno fino a miglioramento, utile anche in tutti i casi in cui il bruciore si accompagna a gonfiore palpebrale, lacrimazione intensa e fotofobia.