Conto alla rovescia per l’ora legale. In Italia cambierà nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo 2022. Alle 2 di notte si dovranno spostare le lancette un’ora in avanti. Il sole, quindi, sorgerà e tramonterà un’ora più tardi. Sette mesi dopo, nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre, le lancette saranno nuovamente spostate, questa volta indietro di un’ora.

Spostare la lancetta dell’orologio in avanti di un’ora può avere veri effetti su salute e umore. Ecco gli studi che lo sostengono.

Mentre si discute sull’abolizione o meno dell’alternanza fra ora solare e ora legale, la scienza si stanno occupando degli effetti prodotti dal jet lag del cambio sul nostro corpo e sul nostro umore.

Come sostiene David Neubauer, professore associato di psichiatria e scienze comportamentali alla Johns Hopkins University, con l’ora legale siamo fuori sincronia coi nostri orologi biologici; inoltre, spesso non dormiamo abbastanza, impattando negativamente su di noi.

Non è tutto: la luce extra della sera sopprime la melatonina che dovrebbe prepararci ad addormentarci, mentre la tarda alba dell’ora legale priva i nostri orologi interni del segnale luminoso critico.

Gli studiosi mettono in allarme: cambiare i modelli di sonno, anche solamente di un’ora, va contro i nostri ritmi circadiani con conseguenze decisamente negative. Ad esempio, negli ultimi anni, numerose ricerche hanno rilevato che il rischio di infarto aumenta del 10% nei due giorni successivi al cambio ora.

Si sono registrati poi effetti negativi a carico delle funzioni cardiovascolare e metabolica. E non è tutto: si è riscontrato anche un aumento del cosiddetto mal di testa a grappolo e di una maggiore possibilità di incidenti stradali e sul lavoro.

Ma non solo corpo: stando agli studi, il disallineamento circadiano si associa anche ad effetti sull’umore; basta pensare che il lunedì successivo al cambio ora è detto “lunedì del sonno“, in quanto è una delle giornate dell’anno in cui ci si sente più stanchi e svogliati. È dimostrato poi che nei giorni successivi al cambio aumenta il fenomeno del “cyber-loafing“, che vede i dipendenti perdere tempo su internet.

Tutto questo, secondo il cronobiologo tedesco Till Roenneberg, troverebbe spiegazione nel fatto che l’orologio circadiano umano proprio non riesce ad adattarsi all’ora legale; di conseguenza, avviene la diminuzione drastica di qualità della vita e produttività.