“La situazione è critica, abbiamo bisogno di aiuto ora. Roma decida per una misura drastica”. E’ l’allarme del presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, Bruno Zuccarelli, dopo un confronto con i colleghi degli ospedali di Napoli e provincia.

“Né all’indomani del primo lockdown – spiega – né nella seconda e terza ondata, la situazione è stata tanto grave, ora rischiamo di perderne il controllo. Ciò che si decide oggi avrà effetto fra 10-15 giorni. Se vogliamo evitare il peggio si intervenga subito, non metteteci in condizione di dover applicare il codice nero”, ha concluso Zuccarelli riferendosi al percorso medico per decidere chi curare e chi no.

Nino Cartabellotta: “Le nuove misure sono il frutto di compromessi politici”

“Le nuove misure sono il frutto di compromessi politici, piuttosto che di una coraggiosa strategia di contrasto alla pandemia”. Sono “insufficienti e tardive” e “continuano a inseguire il virus senza un piano B per arginare l’ondata di contagi che rischia di portare al default dei servizi sanitari ospedalieri, nonché al lockdown di fatto del Paese”. Questo il commento del presidente della Fondazione Gimbe Nino, al decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.

Innanzitutto, spiega Cartabellotta, “l’obbligo vaccinale limitato agli over 50 (che al momento non prevede sanzioni) avrà un impatto non prevedibile visto che non è noto il numero degli esentati, ed il super green pass per i lavoratori over 50 sarà del tutto inefficace nel breve termine, perché entrerà in vigore il 15 febbraio”.

In secondo luogo, “le misure per la sicurezza nelle scuole sono insufficienti per evitare il ricorso alla DAD e introducono regole complesse e difficili da applicare con i servizi di sanità pubblica già in sovraccarico”. Ancora “lo smartworking viene liquidato con la semplice raccomandazione di ‘usare al meglio la flessibilità già consentita dalle regole vigenti”.

Quanto agli scenari futuri, “la progressiva espansione di una variante estremamente contagiosa, nonostante determini una malattia meno grave, nelle ultime settimane sta rapidamente sovraccaricando gli ospedali per tre ragioni”. La narrativa sulla ‘raffreddorizzazione’ della variante omicron, “da confermare con ulteriori studi sul campo, abbassa il livello di guardia della popolazione”.

In questa fase “è impossibile prevedere i tempi per raggiungere il picco nazionale dei contagi” ma le misure attuate sinora dal Governo “non hanno determinato alcun rallentamento nella crescita dei casi”. Nonostante la revisione delle regole della quarantena, “l’enorme numero dei contagi e la loro velocità di crescita rischiano di paralizzare il Paese, che si sta avviando verso un lockdown di fatto”.

Secondo l’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme), un centro di ricerca indipendente sulla sanità globale dell’università di Washington, In Italia il picco dei decessi per Covid-19 potrebbe arrivare a metà febbraio. Stando alle proiezioni dell’Ihme, potrebbe esserci tra i 343 e i 576 morti al giorno in Italia, a seconda delle variabili (uso della mascherina, severità della variante Omicron, terze dosi ed esitazione vaccinale).