L’ossido di zinco è un composto chimico ottenuto dallo zinco, minerale molto importante per la salute dell’uomo. Un buon apporto di zinco migliora infatti la memoria, supporta la vista e la sintesi corretta di diversi ormoni; ma è per i suoi effetti esterni che è più conosciuto, grazie a una serie di benefici che riguardano direttamente la pelle. 

L’ossido di zinco è presente infatti in pomate, creme, paste e unguenti dal potere lenitivo e protettivo. Contrasta efficacemente arrossamenti ed eritemi, causati sia da una incontrollata esposizione solare che dal contatto con materiali irritanti. 

Ne è un esempio il pannolino dei neonati. Il continuo contatto tra la loro pelle delicata e il cotone del pannolino può irritare l’epidermide e provocare irritazione e arrossamenti. La pasta all’ossido di zinco, applicata sulla pelle a ogni cambio pannolino, crea una barriera cutanea che protegge la pelle e la mantiene integra a lungo.

La crema all’ossido di zinco funziona anche perché favorisce la rigenerazione della pelle e dei tessuti, forte della sua azione antiossidante. Quando la pelle è lesionata da una dermatite o un eritema, è più esposta alla produzione di radicali liberi e all’aumento dello stress ossidativo.

L’ossido di zinco contrasta questa infiammazione interna, corrispondente all’irritazione sulla pelle, e calma il bruciore, il prurito e il calore tipici delle lesioni cutanee da bruciatura o da contatto. 

Gli unguenti all’ossido di zinco possono essere applicati direttamente sulle ferite, anche in caso di ustione involontaria. Per un incidente in cucina, come un contatto accidentale con una pentola bollente, l’ossido di zinco è un vero e proprio salvavita: agisce subito contrastando il dolore e il bruciore, e allevia il rossore cutaneo prevenendo la desquamazione e la formazione di vesciche.

Altra proprietà nota dello zinco è la sua funzione antibatterica. Crea sulla pelle una barriera di protezione anche dalla contaminazione esterna, in modo da agevolare la guarigione e la rigenerazione cutanea in caso di lesioni.

Ossido di zinco brufoli

La consistenza pastosa di molte creme all’ossido di zinco viene spesso confusa come una crema grassa, poco adatta alla pelle affetta da dermatite seborroica o acneica.

Niente di più sbagliato, anzi! Chi soffre di acne ha una pelle perennemente infiammata e arrossata, soprattutto in corrispondenza dei brufoli. Alcuni trattamenti cutanei indicati per la cura dell’acne seccano in maniera eccessiva la pelle, e possono persino aumentare l’infiammazione e l’arrossamento.

La crema all’ossido di zinco è quindi indicata per disinfiammare la cute e lenire il prurito e gli arrossamenti sul viso, specie se in combinazione con l’acido salicilico, un esfoliante naturale utilizzato per contrastare i brufoli e l’eccessiva produzione di sebo. 

Dove si trova lo zinco negli alimenti

Lo zinco è presente in vari alimenti, di cui però l’organismo ne assorbe solo il 20-30%. Se si segue una dieta varia ed equilibrata si arriva a introdurre fino a 10-15 mg di zinco. In generale è contenuto principalmente in cibi di origine animale. Le ostriche ne contengono la concentrazione maggiore (18-182 mg ogni 100 grammi), a seguire gli altri molluschi e il pesce. Anche la carne rossa, soprattutto quella di manzo e agnello, soprattutto nelle frattaglie come il fegato, hanno un buon contenuto di zinco. Si trova poi nell’uovo (tuorlo), nel latte e nei suoi derivati (anche se la presenza di caseina ne limita l’assorbimento).

Le fonti vegetali di zinco in ogni caso sono: cereali integrali, legumi (soprattutto fagioli), frutta secca (noci, arachidi), semi oleosi (in particolare i semi di sesamo, a seguire semi di papavero, di zucca e di girasole), lievito di birra, funghi e cacao amaro. Anche i semi di grano tostato e Tra gli ortaggi, la zucca ha un buon contenuto di zinco. Lo zinco presente negli alimenti di origine vegetale risulta però essere meno biodisponibile per l’organismo umano. Questo perché i vegetali contengono sostanze (fitati e fibre), definite anti-nutrienti che formano un complesso insolubile e riducono l’assorbimento di zinzo. Per ovviare al questo malassorbimento dovuto alla presenza di fitati, l’assunzione di cibi fermentati, come il pane può bilanciare e ridurre il rischio di carenza di zinco. Proteine della soia, glucosio e vino rosso, invece, ne favoriscono l’assorbimento.