La classifica del Paese più felice al mondo, nell’anno del Covid, riserva molte sorprese.

La principale riguarda l’Italia, che sale in classifica rispetto all’anno precedente, guadagnando ben tre posizioni. Ecco tutti i dati raccolti dal Gallup World Poll per il World Happiness Report, la ricerca che redige annualmente la classifica dei Paesi più felici al mondo.

La Finlandia è al primo posto

Il posizionamento alto nella classifica dipende dalla fiducia della popolazione nei confronti della propria comunità, che in questo momento di pandemia ha contribuito a proteggere il benessere delle persone. In testa alla classifica si conferma la Finlandia.

A guadagnarsi i primi posti in classifica, subito dopo la Finlandia, sono altri paesi del Nord Europa. Al secondo posto, infatti, c’è l’Islanda, al terzo la Danimarca, quarta la Svizzera e al quinto posto i Paesi Bassi.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, passano dal 18esimo al 14esimo posto nell’anno di insediamento del nuovo presidente Joe Biden. Al contrario il Regno Unito – complice anche la Brexit – passa dal 13esimo posto dello scorso anno al 18esimo posto.

L’Italia sale al 25esimo posto

Balzo in avanti per l’Italia: il nostro Paese sale dal 28esimo al 25esimo posto, nonostante l’anno terribile che ci lasciamo alle spalle. Secondo i ricercatori del World Happiness Report, la risposta dell’Italia al virus del Covid-19 è stata insoddisfacente, principalmente per una poca aderenza della popolazione alle misure richieste e pochi controlli. Questo nonostante le misure messe in atto nei primi mesi della pandemia fossero stringenti.

“Siamo stati sorpresi di vedere che in media non c’è stato un declino nel benessere generale, misurato sulla base della valutazione soggettiva delle persone e delle proprie vite”. Lo ha detto John Helliwell, professore dell’Università British Columbia, commentando i dati che emergono dal World Happiness Report. “Una possibile spiegazione è che la gente vede il Covid-19 come una minaccia comune ed esterna che tocca chiunque e che ha generato un maggior senso di solidarietà ed empatia”.