Pd nel caos, Zingaretti si dimette e spiazza tutti, Conte: Le dimissioni di Nicola non mi lasciano indifferente”

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La decisione di Nicola Zingaretti di dimettersi da segretario del Pd ha spiazzato tutti, persino i suoi collaboratori più vicini e i gruppi parlamentari del partito. Stando a quanto hanno riferito diversi esponenti di maggioranza all’Ansa, nessuno era stato preventivamente informato della mossa di Zingaretti, che ha dato l’annuncio sul suo profilo Facebook provocando un vero e proprio terremoto.

Giuseppe Conte, in post scritto su facebook dichiara che: Le dimissioni di Nicola Zingaretti non mi lasciano indifferente. Seguo con rispetto e non intendo commentare le dinamiche di vita interna del Partito Democratico. Ma rimango dispiaciuto per questa decisione, evidentemente sofferta. Non avevo avuto occasione, prima della formazione del governo precedente, di conoscerlo. Successivamente, ho avuto la possibilità di confrontarmi con lui molto spesso, in particolare dopo lo scoppio della pandemia. Ho così conosciuto e apprezzato un leader solido e leale, che è riuscito a condividere, anche nei passaggi più critici, la visione del bene superiore della collettività, conclude l’ex premier Conte.

Il capogruppo dem alla Camera, Graziano Delrio, ha spiegato all’Ansa che “in un momento così grave e difficile per il Paese il Pd ha bisogno che Nicola, che ha sempre ascoltato tutti, rimanga alla guida del partito. Il dibattito interno è fisiologico e non deve essere esasperato. Ritroviamo insieme la strada”.

Matteo Ricci, coordinatore dei sindaci Pd, ha dichiarato: ”Comprensibile e condivisibile lo sfogo di Zingaretti, ma Nicola deve rimanere e continuare il suo mandato con la rinnovata spinta dell’Assemblea. Non si può delegittimare ogni volta il leader di turno, men che meno in questa fase di crisi sanitaria ed economica. Le beghe interne avrebbero dovuto essere relegate sullo sfondo, invece hanno prevalso sui temi e sulle scelte strategiche, sulle grandi sfide del futuro. Il Pd parli al Paese discutendo profilo, identità e missione nel nuovo governo Draghi”.

L’ex ministro Francesco Boccia ha aggiunto: “Grazia alla sua guida il Pd è uscito da uno dei periodi più bui della sua storia. L’assemblea lo confermi”. Per alcuni esponenti del Pd, come riporta l’Adnkronos, l’improvvisa decisione di Zingaretti potrebbe essere “una buona mossa di poker. Una mossa per anticipare la discussione e chiuderla definitivamente in Assemblea”. L’Assemblea nazionale è in programma per il 13 e il 14 di marzo, e rappresenterebbe un’occasione di riconferma per Zingaretti.