Pensioni, cambia età per uscita anticipata

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Il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” , che segna l’accordo fra governo e parti sociali per potenziare la Pa attraverso la semplificazione dei processi e un massiccio investimento nel capitale umano, riguarderà anche la pensione anticipata ne pubblico impiego.

Tra le novità dell’accordo – siglato dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri – ci sono infatti il rinnovo del contratto (con 107 euro in più), l’individuazione di una disciplina del lavoro agile (smart working) per via contrattuale e l’anticipo pensionistico per i dipendenti statali e tutti quelli della pubblica amministrazione.

Un piano reso necessario dallo scarso ricambio generazionale che si evidenzia nella Pa, il cui apice è rappresentato dal fatto che il prossimo anno, per la prima volta, ci saranno più pensionati ex dipendenti pubblici (3 milioni) che dipendenti pubblici attivi.

Lo scivolo incentivato

E’ dunque primariamente necessario che gli statali vicini alla pensione lascino il posto ai giovani. Da qui l’idea dello scivolo con gli incentivi che farebbe anticipare la pensione di qualche anno e che potrebbe quindi prendere il posto di quota 100. L’obiettivo è quello di rafforzare il ricambio generazionale e l’immissione nella Pa di giovani con nuove competenze.

Dunque si studia la possibilità di ricorrere a un meccanismo volontario di incentivi all’esodo per i lavoratori che sono vicini all’età pensionabile e con professionalità non in linea con il nuovo corso della macchina statale, per forza di cose centrata sull’innovazione tecnologica. Nel piano di Brunetta anche l’idea di utilizzare gli stessi incentivi per i lavoratori che non sono più motivati a rimanere nella Pa.