Il riso (Oryza sativa), è una pianta della famiglia delle Graminacee. È il cereale più consumato al mondo e rappresenta l’alimento base di circa un terzo della popolazione mondiale.

Scopriamo insieme perché è meglio preferire il riso integrale a quello bianco raffinato.

Il riso integrale è un alimento altamente digeribile che non affatica lo stomaco, quindi è l’ideale per chi ha problemi di sonnolenza dopo i pasti. Il suo consumo è consigliato alle persone che vogliono perdere peso perchè l’energia che si accumula con il riso integrale, viene consumata più lentamente durante tutta la giornata senza che si accumulino depositi di grasso.

Il chicco del riso integrale, dal sapore nocciolato, racchiude moltissime fibre e vitamine. È più duro perché intero, ovvero formato dallo strato esterno chiamato crusca, dal nucleo detto germe e da uno strato intermedio amidaceo definito endosperma.

Con la raffinazione e la lucidatura finalizzate a rendere il chicco bianco vengono rimossi i primi due strati, lasciando solo l’endospora; un processo che rimuove la maggior parte delle fibre e dei principi nutritivi. Insomma, il riso integrale è altamente nutriente.

Senza glutine, è povero di calorie e non contiene grassi trans o colesterolo. La sua fibra contribuisce a ridurre il colesterolo, a migliorare il transito dell’intestino e a farci sentire sazi più a lungo.

Inoltre, come noto, i cereali integrali aiutano a ridurre il rischio di ictus e diabete di tipo 2. Unica nota negativa del riso integrale è l’arsenico contenuto ad alti livelli, ecco perché le donne in gravidanza dovrebbero preferire quello bianco.

In ogni caso, prima di utilizzare il riso integrale abbiate l’accortezza di risciacquarlo bene sotto acqua corrente. Poi, per cuocerlo, aggiungere una parte di riso a due di brodo o acqua; una volta ad ebollizione, lasciate sobbollire a fuoco medio per almeno 45 minuti.