Pesticida estremamente pericoloso nel prezzemolo italiano: E’ allarme

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Veleni in alcuni alimenti che finiscono sia sulle nostre tavole, sia su quelle estere, che non sono soltanto contraffatti, ma spesso nocivi. Che c’è di più salutare del prezzemolo, pensiamo nel metterlo nel carrello della spesa, noto fin dall’antichità non tanto per la sua importanza gastronomica, quanto per la sua valenza mistica e per le sue proprietà medicinali, spiccate come quelle di aglio e cipolla, e non sappiamo che in realtà mangeremo un concentrato di residui chimici.

E il sistema comunitario di allerta rapida per gli alimenti e i mangimi (RASFF) ha trasmesso una notifica (2021.2509 del 19/05/2020) per la presenza, in concentrazione elevata, di residui dell’insetticida “Linuron” (0,11 +/- 0,06 mg / kg – ppm) in una partita di prezzemolo provenienti dall’Italia. Il campionamento di Rasff è stato effettuato il 22/03/2021, dopo un controllo effettuato dalle autorità tedesche, che hanno provveduto al sequestro della merce. Proprio alla Germania era destinata la partita di prezzemolo italiano.

A causa della sua tossicità, il suo uso è stato vietato nel gennaio 2017 dal comitato permanente per piante, animali, alimenti e mangimi (SCoPAFF) della DG “Salute e sicurezza alimentare” della Commissione europea. Del prodotto per cui è stata diramata l’allerta non conosciamo né la marca né il lotto ma, dato che come scrive lo stesso RASFF, presumibilmente non è già più sul mercato, né in Italia né altrove, possiamo stare tranquilli rispetto ad eventuali prodotti a base di prezzemolo, anche surgelato, che abbiamo in casa.

Inquieta davvero vedere come i prodotti incriminati siano di largo consumo sulle nostre tavole, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Diventa fondamentale, allora, tracciarli e identificarli ovunque si celino. Una battaglia, la piena tracciabilità di ogni ingrediente per garantire al massimo la tutela del consumatore e per raggiungere questo obiettivo è importante lavorare sempre di più anche su un fronte cruciale come quello della tracciabilità e dell’etichettatura. È un lavoro in linea con la promozione del modello agricolo italiano che fa della sostenibilità una pratica quotidiana e che vede l’Italia all’avanguardia nella riduzione dei fitofarmaci e nel contenimento delle emissioni di gas serra.