Fare giardinaggio con la stagione calda non è facile se non si è esperti: ecco come e quando annaffiare piante in estate. Ecco alcuni consigli sugli errori da evitare e su cosa fare invece per mantenere gli spazi esterni eccezionalmente curati nonostante il caldo: una vera e propria missione, questa, considerate le temperature sin troppo alte che si stanno registrando in tutta Europa in questo torrido luglio.

L’orario migliore per irrigare le piante in vaso e in cassetta è la mattina molto presto, prima che sorga il sole, tra le 5:00 e le 9:00, con conseguente minore perdita di acqua per evaporazione, mentre l’aria è ancora leggermente fresca a causa della temperatura notturna.

Importantissimo è annaffiare prima dell’alba e comunque mai sotto i raggi diretti del sole, che potrebbero creare un effetto lente con le gocce d’acqua e provocare bruciature su fiori e foglie.

Se le piante sono davvero molte, per esempio su un terrazzo di grandi dimensioni, e non si dispone di un impianto di irrigazione automatico, nelle giornate più calde è necessario provvedere due volte con l’annaffiatura, ripetendo l’operazione alla sera tardi. Durante la giornata si raccomanda non bagnare ulteriormente le piante. Qualora non fosse possibile annaffiare le piante alla mattina presto, l’alternativa migliore è la sera molto tardi, quando l’aria si è parzialmente rinfrescata.

Nella stagione calda, la frequenza ideale per irrigare i vasi è quotidiana o, eventualmente, a giorni alterni per i vasi di piccole dimensioni. In ogni caso, per rendersi conto quando sia il momento di annaffiare le piante, è sufficiente toccare la terra, se al tatto è asciutta, significa che necessita di essere irrigata.

Nelle giornate più calde le piante esposte sul terrazzo, specialmente se in pieno sole, devono essere irrigate in profondità, a lungo e lentamente, fino a quando l’acqua non fuoriesce dai fori sul fondo del vaso, per avere la sicurezza che la terra ben idratata bene.

Le piante grasse necessitano di minori quantitativi di acqua, ed è opportuno irrigarle meno frequentemente. L’ideale sarebbe anche irrigare le piante a pioggia, per bagnare anche foglie e rami, o in alternativa utilizzare una bocchetta per la canna in grado di vaporizzare l’acqua, si tratta di un metodo utile per le piante in pieno sole e vento, ma non deve essere mai applicato nelle ore di sole.

I vasi in cotto, a causa delle porosità del materiale, tendono ad assorbire l’acqua dell’annaffiatura e ad asciugarsi rapidamente sotto l’effetto del sole e del vento, per quanto i vasi in materiale plastico siano più facili a scaldarsi, riescono a trattenere l’acqua molto più a lungo. In alternativa, si possono usare vasi o portavasi in ceramica o in terracotta smaltata, oppure semplicemente avvolgere i classici vasi in cotto con un telo o un sacchetto di plastica.

I piatti sottovaso sono importanti, specialmente nelle giornate estive, in quanto permettono di mantenere una piccola riserva d’acqua utile nelle ore più calde, soprattutto per quelle varietà che ne consumano in abbondanza.

Per evitare l’inaridimento delle piante in vaso, specialmente per le varietà più delicate che non amano l’esposizione in pieno sole, è importante proteggerle spostando i vasi in un’area in ombra o installando un ombrellone, che offre anche un piacevole effetto decorativo.

Se l’inaridimento è dannoso, anche un’irrigazione eccessiva non è benefica. Qualora si dovessero notare foglie e fiori macchiati o marciti e la presenza di muschio o muffe, è necessario verificare se le radici non abbiano subito danni e provvedere a sostituire il vaso o almeno la terra, utilizzando terriccio misto a sabbia e creando uno strato in ghiaia o argilla sul fondo, per favorire il drenaggio.

I terrazzi aperti offrono il vantaggio di poter sfruttare anche l’acqua piovana, che in ogni caso vale sempre la pena di raccogliere e di utilizzare, soprattutto per le piante che prediligono un ambiente acido e non sopportano l’acqua eccessivamente calcarea del rubinetto.