Le pillole allo iodio, o meglio compresse di ioduro di potassio (KI), sono considerate un “antidoto” preventivo in caso di esposizione a radiazioni nucleari e servono, in particolare, per proteggere la tiroide dagli effetti dello iodio radioattivo.

Finora sono state utilizzate nell’ambito di incidenti che hanno coinvolto centrali di energia nucleare, come le esplosioni negli impianti di Chernobyl nel 1986 e di Fukushima nel 2011.

La minaccia di attacco nucleare da parte della Russia (2022) e il pericolo radioattività dopo gli scontri alle centrali nucleari di Chernobyl e di Zaporizhzhia, ha innescato, in alcuni Paesi europei, la corsa in farmacia per l’approvvigionamento di questo medicinale, ma cosa sono le pastiglie di iodio anti radiazioni, come funzionano e, soprattutto, quando servono veramente?

Facciamo chiarezza e spieghiamo perché è inutile fare scorta di compresse allo iodio.

Una piccola precisazione: per pillole allo iodio s’intende pillole allo ioduro di potassio (KI); nell’intero articolo, pillole allo iodio e pastiglie di ioduro di potassio vengono utilizzati come sinonimi, in modo interscambiabile.

Cosa Sono

Pillole allo Iodio Anti Radiazioni: Cosa Sono?

Le pillole allo iodio KI (ioduro di potassio) è un sale di iodio stabile (non radioattivo) che può aiutare a bloccare l’assorbimento di iodio radioattivo da parte della tiroide.

In Italia, queste pastiglie non sono vendute in farmacia: solo in caso di necessità, al verificarsi di un incidente nucleare, saranno Protezione Civile, Ministeri interessati e Servizio Sanitario Nazionale ad attivare la distribuzione della iodoprofilassi nelle modalità più consone ed a fornire le pillole allo iodio nei giusti dosaggi a seconda dell’età.

Si sta parlando, infatti, di una iodoprofilassi specifica contro le radiazioni che si basa sull’assunzione di compresse formulate con una dose di iodio circa un migliaio di volte più elevata di quella giornaliera raccomandata nella dieta o contenuta in un integratore. Fare una iodoprofilassi a questi livelli è sconsigliato, oltre che rischioso per la salute, per la sola paura di un possibile attacco o incidente nucleare. Per questo motivo, è inutile correre per accaparrarsele, né vale la pena assumere, senza indicazione esplicita, del medico integratori di iodio, quali sostituti, in grandi quantità.

Solo nel caso di un incidente nucleare che espone ad un rischio significativo di tumore della tiroide, l’assunzione di dosi elevate di iodio (ioduro di potassio) è giustificata e funzionale ad evitare un accumulo di iodio radioattivo nella ghiandola.

Ancora una volta, è importante sottolineare che le compresse di ioduro di potassio non vanno assunte preventivamente o di propria iniziativa, ma solo in caso di esposizione allo iodio radioattivo e su indicazione delle autorità o dei medici.

Da sapere

In condizioni normali, la tiroide è in grado di tollerare fino a 1 mg di iodio al giorno senza che si verifichino effetti avversi, in quanto l’eccesso di iodio viene espulso con le urine. L’apporto giornaliero di iodio raccomandato per l’adulto è di 150 µg. Gli integratori alimentariautorizzati in Italia ne contengono, per legge, un massimo di 225 µg.

A Cosa Servono

In generale, lo iodio è un oligoelemento essenziale per la funzione della tiroide, poiché contenuto in entrambi gli ormoni tiroidei; questi ormoni influenzano l’attività di molti organi e tessuti, ed hanno un ampio spettro d’azione sul metabolismo di carboidrati, grassi e proteine e anche sui processi di crescita. Senza il giusto apporto di iodio, la tiroide non è in grado di funzionare.

Purtroppo, lo iodio radioattivo per la tiroide è come lo iodio normale (cioè la ghiandola non riesce a distinguere tra iodio stabile e radioattivo) e, nel caso di un incidente nucleare, tenderebbe ad accumularlo, cosa che favorirebbe lo sviluppo di un tumore alla tiroide.

Perché si Prende lo Iodio per le Radiazioni

Lo iodio radioattivo rilasciato nell’aria in seguito ad un’esplosione nucleare tende a concentrarsi nella tiroide: l’assunzione di pastiglie di ioduro di potassio serve a “riempire” la ghiandola tiroidea. In altre parole, se la tiroide è satura per lo iodio introdotto tramite le pillole anti radiazioni non assorbe lo iodio radioattivo. Per 24-48 ore, la tiroide non assorbirà e accumulerà lo iodio radioattivo, che quindi verrà espulso o decadrà (si parla anche di “blocco” tiroideo).