Gli antivirali di Merck e Pfizer, ovvero Molnupiravir e Paxlovid, sono da poco disponibili anche in Italia. Si tratta di farmaci da somministrarsi in tempi brevi, entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi: si possono assumere a casa, ma devono essere prescritti dagli specialisti ospedalieri su indicazione del medico di base e distribuiti solo nelle farmacie degli ospedali, centri di riferimento.

Un iter giudicato lungo e complesso dall’Ordine dei medici, che ha quindi chiesto un tavolo di confronto all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa): il rischio, secondo i camici bianchi, è che i pazienti candidabili all’utilizzo degli antivirali orali – ovvero in caso di malattia lieve-moderata ma con specifici fattori di rischio per lo sviluppo di Covid-19 severo – non facciano materialmente in tempo a ottenere il farmaco entro i 3 o massimo 5 giorni previsti dall’inizio dei sintomi.

Pillole anti-Covid, come funzionano

Queste pillole anti-Covid sono farmaci su cui ci sono grandi aspettative, ma essendo stati approvati in emergenza non possono, da regola, essere prescritti dai medici di famiglia. Il rischio, dunque, di non far scendere il numero di decessi, oltre che far scadere i farmaci.

L’Italia ha acquistato 600 mila cicli di Paxlovid (Pfizer): di questi, poco più di 11 mila sono già arrivati e sono stati distribuiti nelle farmacie ospedaliere di diverse regioni.

Pillole anti-Covid, quanto costano

Per l’Italia la spesa non è di poco conto. Ogni ciclo di cura dura 5 giorni e costa ben 700 dollari, concedendo l’accesso agevolato a 95 che coprono, complessivamente, il 53% della popolazione mondiale). Far scadere i farmaci, dunque, oltre a incidere sui decessi lo farebbe anche sulle casse dello Stato.

Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, ha sottolineato come sia necessario semplificare l’iter per l’accesso agli antivirali orali: di fatto, ha chiesto che sia resa possibile la prescrizione anche da parte del medico di base e, soprattutto, che le pillole possano essere distribuite anche nelle farmacie distrettuali delle asl e non solo in quelle ospedaliere.

Secondo l’ultimo report dell’Aifa, in Italia, fino al 3 febbraio, sono stati 4.117 i pazienti che hanno ricevuto una prescrizione di Molnupiravir. Non sono ancora disponibili i dati relativi a Paxlovid, farmaco arrivato solo pochi giorni fa.

A proposito, ci sono categorie che non possono prendere la pillola anti-Covid di Pfizer:

Ecco quali sono tutte le controindicazioni.

Insufficienza renale

Nel bugiardino si legge che non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale lieve (eGFR da ≥ 60 a < 90 ml/min).

In pazienti con compromissione renale moderata (eGFR da ≥ 30 a < 60 ml/min), invece, la dose di Paxlovid deve essere ridotta a PF-07321332/ritonavir 150 mg/100 mg ogni 12 ore per 5 giorni per evitare la sovraesposizione.

Paxlovid non deve invece essere proprio utilizzato in pazienti con insufficienza renale grave (eGFR < 30 ml/min, compresi i pazienti con malattia renale allo stadio terminale – ESRD – in emodialisi).

Particolare attenzione anche per i pazienti con insufficienza renale moderata. Il blister giornaliero contiene due parti separate, ciascuna contenente due compresse di PF-07321332 e una compressa di ritonavir corrispondente alla somministrazione giornaliera alla dose standard. I pazienti con insufficienza renale moderata devono essere avvisati del fatto che solo una compressa di PF-07321332 con la compressa di ritonavir deve essere assunta ogni 12 ore.

Insufficienza epatica

Non è necessario alcun aggiustamento della dose di Paxlovid per i pazienti con lieve (Classe A di Child-Pugh) o moderata
compromissione epatica (Child-Pugh Classe B).

Non deve invece essere utilizzato in pazienti con grave insufficienza epatica.

Terapia concomitante con regime contenente ritonavir o cobicistat

Non è necessario alcun aggiustamento della dose di Paxlovid per i pazienti sieropositivi all’Hiv o all’infezione da virus dell’epatite C (HCV) che stanno ricevendo ritonavir o cobicistat.

Controindicazioni

Ecco invece le controindicazioni segnalate rispetto al farmaco anti-Covid di Pfizer:

  • ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti
  • medicinali che sono potenti induttori del CYP3A
  • le concentrazioni plasmatiche di PF-07321332/ritonavir possono essere associate alla potenziale perdita di risposta virologica e possibile resistenza

Paxlovid non può essere iniziato immediatamente dopo l’interruzione di uno qualsiasi dei seguenti medicinali (i farmaci elencati di seguito non sono comunque da considerarsi un elenco completo):

  • antagonista dei recettori alfa1-adrenergici: alfuzosina
  • analgesici: petidina, piroxicam, propossifene
  • antianginoso: ranolazina
  • farmaci antitumorali: neratinib, venetoclax
  • antiaritmici: amiodarone, bepridil, dronedarone, encainide, flecainide, propafenone, chinidina
  • antibiotici: acido fusidico, rifampicina
  • anticonvulsivanti: carbamazepina, fenobarbital, fenitoina
  • anti-gotta: colchicina
  • antistaminici: astemizolo, terfenadina
  • antipsicotici/neurolettici: lurasidone, pimozide, clozapina, quetiapina
  • derivati ​​dell’ergot: diidroergotamina, ergonovina, ergotamina, metilergonovina
  • agenti per la motilità gastrointestinale: cisapride
  • prodotti erboristici: Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)
  • agenti modificatori dei lipidi:
    – Inibitori della HMG Co-A reduttasi: lovastatina, simvastatina
    – Inibitore della proteina di trasferimento dei trigliceridi microsomiali (MTTP): lomitapide
  • inibitore della PDE5: avanafil, sildenafil, vardenafil
  • sedativi/ipnotici: clorazepato, diazepam, estazolam, flurazepam, midazolam orale e triazolam

Avvertenze speciali e precauzioni d’uso

Il rischio di reazioni avverse gravi dovute alle interazioni con altri medicinali può essere dovuto all’inizio di Paxlovid in pazienti che ricevono medicinali che inibiscono o inducono il CYP3A.

Queste interazioni possono portare a:

  • reazioni avverse clinicamente significative, potenzialmente gravi, pericolose per la vita o fatali
  • eventi da maggiori esposizioni di medicinali concomitanti
  • reazioni avverse clinicamente significative dovute a maggiori esposizioni di Paxlovid
  • perdita dell’effetto terapeutico di Paxlovid e possibile sviluppo di resistenza virale.