In natura esistono diverse specie di pioppo: bianco dalla bella chioma, elegante e decorativa, con la corteccia inferiore e foglie giallo chiaro e la parte superiore verde lucido, il pioppo nero, la varietà utlizzata in fitoterapia, che ha la corteccia e le foglie quasi grigie e, infine, il pioppo tremulo dalle foglie leggere.

In inverno sui rami dei pioppi fanno capolino gemme brunastre e vischiose che a marzo si trasformano in infiorescenze maschili e femminili. I frutti di questa pianta producono piccoli semi piumati cotonosi che generano la ben nota “nevicata”.

Germogli, gemme e corteccia del pioppo nero sono il rimedio che non può mancare

I germogli e la corteccia del pioppo nero contengono tannini, resine, flavonoidi, salicina, glucosidi e acido gallico. Risale agli inizi del ‘900 la scoperta delle proprietà diuretiche del pioppo, degli estratti di corteccia da utilizzare come febbrifugo e il carbone di legno come antinfiammatorio intestinale. La resina di cui sono ricchi i germogli del pioppo nero è particolarmente apprezzata dalle api che ne ricavano la propoli, uno dei migliori antibatterici naturali e rimedio eccellente per combattere le infezioni del cavo orale.

In macerato glicerico o in infuso: scegliamo come assumere il pioppo nero

Con le gemme del pioppo nero si prepara un macerato glicerico antisettico, balsamico, espettorante, anticatarrale, fluidificante e utile anche contro i disturbi circolatori. Assumi Popolus nigra MG1DH, 50 gocce, diluite in mezzo bicchiere di acqua, una volta al giorno, lontano dai pasti.

Le gemme, in infuso, sono la scelta giusta in caso di bronchite. Alla sera, prima di andare a dormire, sorseggia un infuso di gemme preparato versandone un cucchiaio da tavola in 250 cl di acqua bollente, lasciato riposare per 15 minuti e dolcificato con miele, preferibilmente di tiglio.