Pollini: 10 regole per proteggersi dagli allergeni

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L’allergia ai pollini rischia di rovinarci la primavera. Proprio in questo periodo in cui il sole riscalda il cielo e la natura si copre di foglie e di fiori colorati i pollini impediscono a molte persone di respirare bene provocando reazioni allergiche a volte anche molto intense: difficoltà respiratorie, arrossamento e lacrimazione degli occhi.

Minuscoli granellini che permettono alle piante di riprodursi. Nel periodo dell’impollinazione si muovono nell’aria, trasportati dal vento, dagli insetti. E’ il polline, quel pulviscolo giallo o arancione prodotto dalle piante, che in misura sempre crescente crea disturbi nella salute dei soggetti allergici, soprattutto in primavera. Primavera e stagione dei pollini è infatti un binomio sempre più stretto, sia perché il numero delle persone allergiche in Italia aumenta sempre più, sia perché i periodi di fioritura si allungano a vista d’occhio.

Da marzo a luglio la concentrazione di pollini cresce soprattutto nelle giornate calde, assolate e ventose perché i pollini sono più leggeri e meglio trasportati nell’aria. La stessa concentrazione si riduce con la pioggia ed è più elevata la sera rispetto al primo mattino. Ovviamente ci sono più pollini in prossimità delle piante e delle erbe che li producono; ad esempio, col taglio dell’erba del prato intorno a casa, si ha una maggiore esposizione ai pollini e i disturbi nei bambini allergici possono aumentare.

Ecco, le 5 regole che le famiglie dei bambini allergici ai pollini dovrebbero seguire nel periodo critico:

1. Evitare gite in campagna nelle ore mattutine, soprattutto nei giorni di sole con vento e clima secco.
2. Scegliere come meta delle proprie vacanze località di alta montagna o di mare. Ricordare che per altitudini medie (600-1000 metri) le stesse piante liberano i pollini circa un mese più tardi rispetto alla pianura.
3. Verificato la pulizia dei filtri di condizionamento dell’auto e della casa.
4. Non tagliare l’erba del prato e non sostare nelle vicinanze di altri spazi in cui sia stata tagliata l’erba.
5. Evitare il contatto con il fumo di tabacco, polveri e pelo di animali.

Ed ecco 5 cose inutili che spesso le famiglie dei bambini allergici ai pollini fanno, ma non giovano ai loro bambini:

1. Evitare i prati, i campi coltivati e i terreni incolti: i pollini diffondono dovunque, sono progettati per questo.
2. Chiudere le finestre od evitare che il bambino esca di casa
3. Abitare ai piani alti
4. Mettere mascherine sul viso del bambino a coprire e proteggere il naso e la bocca, mettere occhiali da sole o cappelli con visiera.
5. Fare lavaggi endonasali: le prove di efficacia sono tenui, il fastidio per il bambino è certo.

Come si manifesta

Nel periodo dell’impollinazione questi “granellini” si concentrano nell’aria e possono determinare il raffreddore, la congiuntivite, i sibili respiratori e l’asma e la sindrome orale allergica. Quest’ultima rappresenta una manifestazione di cross-reattività tra alimenti e pollini che hanno in comune una molecola antigenica, compare tra pochi minuti e 30-60 minuti dal contatto con l’alimento e si manifesta con prurito, bruciore e comparsa di vescicole nel cavo  orale, ma in alcuni soggetti  possono comparire anche raffreddore, congiuntivite, asma e reazioni cutanee come l’orticaria. Il tratto digerente in genere non reagisce ma, sia pur raramente, possono verificarsi eccezioni con difficoltà nella deglutizione, vomito, dolore gastrico e diarrea. Nella maggior parte dei casi, questi sintomi si risolvono spontaneamente in poco tempo.

Diagnosi

La diagnosi si basa prevalentemente su di una storia clinica accurata (la familiarità, una descrizione accurata dei sintomi con informazioni relative alla stagionalità e durata dei sintomi) e su di un altrettanto accurato esame obiettivo del bambino.

Per confermare il sospetto di allergia, la prima cosa da fare è quella di praticare le prove cutanee con il metodo della puntura della pelle con lancetta (prick test). Il test consiste nell’applicare sulla cute dell’avambraccio una goccia di estratto dell’allergene , nel pungere la goccia  con una lancetta e nell’osservare la reazione locale. Nel caso di situazioni che impediscono l’esecuzione delle prove cutanee (pelle molto irritata o molto reattiva o nel caso in cui non si possa sospendere la terapia con antistaminici che interferisce con il risultato delle reazioni cutanee) può essere opportuno, a completamento dell’iter diagnostico, ricorrere alla ricerca nel siero di anticorpi IgE specifici per gli allergeni che si sospettano come causa dei sintomi allergici.

Rimedi nauturali conto le allergie ai pollini

Dragoncello

Il dragoncello è l’anti allergia per eccellenza. Facilita la respirazione, sopratutto inel periodo dei pollini o quando le vie respiratorie si chiudono a causa della polvere. Può essere assunto sotto forma di capsule. In caso si presenti un’allergia ai pollini prendete 1 o 2 capsule di dragoncello 2 o 3 volte al giorno. Altri rimedi efficaci contro le allergie primaverili sono gli oli essenziali di menta piperita, tea tree e lavanda. Versate 2 gocce di uno di questi oli in un cucchiaino di olio d’oliva o di miele, mettete in bocca e succhiate 3 o 4 volte al giorno.

Antistaminici naturali

Gli antistaminici sono sostanze che inibiscono l’azione dell’istamina, che è alla base delle reazioni allergiche. La prima regola per ridurre le reazioni allergiche è quella di evitare i cibi che stimolano il rilascio di istamina. Vi sono poi molte sostanze in grado di ridurre il rilascio di istamina da parte del corpo: ma il vero principe degli antistaminici naturali è il Ribes Nigrum. E’ ricco di vitamina C e stimola le difese immunitarie.