L’Ue ha approvato il price cap. I ministri europei dell’Energia hanno trovato l’accordo politico sul price cap a 180 euro a megawattora. L’intesa è stata raggiunta a maggioranza qualificata durante il Consiglio Affari Energia. Dopo lunghe trattative, anche la Germania ha dato la sua approvazione. Contraria l’Ungheria. Austria e Paesi Bassi si sono astenuti.

L’intesa sul price cap

A quanto si apprende da fonti europee, l’intesa politica raggiunta al Consiglio Affari Energia prevede che il price cap al gas entrerà in vigore il prossimo 15 febbraio. Il differenziale del prezzo al Ttf con gli indici di riferimento globali viene fissato, come previsto nell’ultima proposta della presidenza ceca, a 35 euro.

I giorni necessari perché scatti il meccanismo di correzione – in cui, quindi, il prezzo deve superare i 180 euro a megawattora sull’hub di riferimento di Amsterdam – restano tre. Uno dei punti inseriti nell’intesa prevede che “la Commissione europea possa, se appropriato, proporre anche modifiche” al regolamento sul price cap sul gas “per includere i derivati negoziati sui mercati non regolamentati (over-the-counter, Otc), oppure per rivedere gli elementi presi in considerazione per il prezzo di riferimento” del gas.

E stato l’accordo più difficile da trovare

E’ stato l’accordo più difficile da trovare. Una volta ancora abbiamo dimostrato che l’Ue è capace di arrivare a un’intesa. Il negoziato non è stato facile, ma credo che siamo arrivati a un compromesso equilibrato” tra un prezzo troppo elevato per cittadini e imprese e “le salvaguardie necessarie” per le forniture, ha detto in conferenza stampa Jozef Sikela, ministro dell’Industria della Repubblica Ceca che è presidente di turno dell’Ue.

“Il meccanismo non metterà a rischio l’approvvigionamento di gas e la stabilità dei mercati”, ha aggiunto. Rispondendo a una domanda sulla via trovata nel corso dei negoziati per convincere la Germania a dare la sua approvazione all’introduzione del meccanismo, ha spiegato: “Si è trattato semplicemente di riaprire il file sull’autorizzazione” delle rinnovabili “con l’obiettivo di consentire una loro implementazione più rapida” e sostenere così il target di “avere almeno il 40% del consumo energetico da fonti rinnovabili entro il 2030”.