Probiotici e difese immunitarie: Benefici e come assumerli

Cambi di stagione, stress, disturbi di salute vari o gravidanza sono tutte situazioni che mettono a dura prova le nostre difese immunitarie. Che fare dunque? Un valido e consolidato aiuto viene senza dubbio da vitamine e sali minerali contenuti in frutta e verdura, meglio se di stagione.

Se questi non bastassero, sono disponibili in commercio integratori alimentari adatti a tutte le esigenze (per chi studia, per chi fa sport, per i meno giovani ecc.), da abbinare in ogni caso a una corretta e sana alimentazione.

Non solo frutta e verdura

Gli aiuti che la natura offre al nostro sistema immunitario non si fermano però qui. Negli ultimi decenni sta infatti crescendo l’attenzione, oltre che la fiducia, nei confronti dei probiotici e/o prebiotici, termini spesso usati come sinonimi ma che, in realtà, hanno significati molto diversi.

I probiotici sono “microrganismi viventi in grado di dare, se assunti alla giusta dose, benefici all’ospite in termini di salute“. I prebiotici invece sono tutte quelle sostanze “inanimate” introdotte con la dieta (principalmente attraverso alimenti ricchi di fibre) che, una volta arrivate nel colon, sono in grado di favorire la crescita di batteri buoni e quindi il benessere generale dell’organismo.

Benefici dei probiotici

I benefici riconducibili all’assunzione di probiotici sono molti, più o meno certi. Vediamone i principali:

  • favoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale (utili quindi sia in caso di stipsi occasionale o stitichezza cronica sia di diarrea, soprattutto associata ad antibiotici)
  • supportano il sistema immunitario (da un banale raffreddore a patologie più importanti)
  • stimolano l’apparato linfoide associato alla mucosa dell’intestino e, di conseguenza, i meccanismi di difesa locali e sistemici
  • promuovono l’efficacia di alcuni trattamenti vaccinali (contro l’influenza ad esempio)
  • regolano i livelli di colesterolo nel sangue agendo a livello intestinale
  • migliorano la sintomatologia di malattie infiammatorie intestinali e patologie che colpiscono lo stomaco (gonfiore addominale, reflusso gastro-esofageo, diverticoli, coliti ecc.) favorendo quindi la digestione e l’assorbimento
  • aiutano a combattere le malattie infettive (infezioni respiratorie e urinarie soprattutto)
  • riducono il rischio di intolleranze e/o allergie, alimentari e non (lattosio, dermatite ecc.)
  • hanno un’azione detossificante, utile supporto in caso di disturbi al fegato
  • agiscono indirettamente sulla salute e sulla bellezza di pelle e capelli
  • usati in combinazione, migliorano l’efficacia di promotori del sonno (melatonina).

Come anticipato, è doveroso tuttavia ricordare come tutte queste proprietà siano variabili da individuo a individuo, ceppo e dose-specifiche. Inoltre, per alcune, gli studi volti a confermarne la validità sull’uomo (per neonati e bambini in particolare) sono attualmente in corso, carenti per numero e/o qualità o ancora da effettuare. Rimane perciò ancora molto da scoprire.

Probiotici: come assumerli e quali sono i più comuni

Per la loro assunzione sono disponibili generalmente capsule o fiale. I probiotici possono però essere introdotti, o naturalmente contenuti, anche in preparazioni alimentari come yogurt o latte fermentato. In questi ultimi casi stiamo parlando dei famosi “fermenti lattici vivi”, ossia un gruppo di microrganismi in grado di metabolizzare lo zucchero più abbondante del latte, il lattosio.

Inoltre, questi batteri hanno un ruolo anche nella fermentazione di altri residui della digestione, come fibre, proteine e zuccheri complessi, ossia i carboidrati. È però importante ricordare che questa caratteristica è comune a molti altri batteri rispetto a quelli usati nelle preparazioni ad uso umano, ma solo pochi sono tuttavia capaci di compiere processi di trasformazioni a noi utili.