Problemi di memoria? ecco i rimedi naturali che la rafforzano

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Esci di casa e non ricordi dove hai parcheggiato l’auto, appoggi gli occhiali da qualche parte e non sai più dove sono, incontri qualcuno che conosci e non ti viene in mente il suo nome…Capita a tutti, ma se la cosa si ripete spesso, ci assale un dubbio: “non starò perdendo la memoria?” In realtà nella maggior parte dei casi le piccole amnesie sono dovute allo stress da sovraccarico di impegni, che impedisce alla mente di concentrarsi su ciò che sta facendo e quindi di memorizzarlo.

Anche i traumi e gli stress emotivi hanno un ruolo nei problemi di memoria: se ansia e paura “svuotano la mente” trasformandola in un foglio bianco, tristezza e depressione rallentano i processi mentali e “svuotano di senso” gli eventi, rendendoli difficili da ricordare. La nostra memoria funziona per catene associative di senso: così ad esempio potremo rammentare dove abbiamo parcheggiato ricostruendo la sequenza di eventi precedente.

Le erbe per la memoria

A quest’ultima categoria di erbe appartiene l’Hericium erinaceus, un fungo che ultimamente ha attirato l’attenzione della ricerca scientifica per le sue qualità antidegenerative a livello cerebrale. Secondo questi studi, l’Hericium avrebbe la capacità di stimolare il fattore di crescita nervoso e la mielinizzazione, migliorando le capacità cognitive e la memoria. Ricco di amminoacidi liberi e oligoelementi, tra cui zinco, ferro, selenio e germanio, oltre a rallentare l’invecchiamento cognitivo, Hericium stimola il sistema immunitario e protegge le cellule dagli inquinanti ambientali. Posologia: estratto secco di Hericium ericinaceus, una compressa 2 volte al giorno. Altre erbe utilissime sono:

  • Ginseng Indiano (Withania somnifera) Pianta adattogena, antinfiammatoria e antidolorifica, il ginseng indiano influisce sul metabolismo di un importante neurotrasmettitore, l’acetilcolina, mediatore chimico della trasmissione degli impulsi nervosi attivo in varie aree del cervello tra cui l’ippocampo, una struttura coinvolta nei processi di motivazione e memoria, oltre che nella risposta dell’organismo allo stress. Oltre a migliorare memoria, concentrazione e attenzione, favorisce il sonno naturale perché contrasta ansia e tensione nervosa. Posologia: estratto secco di radice di Withania somnifera standardizzato in withanolidi, una capsula due volte al giorno.
  • Rosmarino(Rosmarinus officinalis) Noto da sempre come “erba della memoria”, il rosmarino ha una speciale affinità con il sangue, che rende più fluido e leggero in virtù della sua potente azione antitossica a livello epatico. Impiegato anche nelle cure di ringiovanimento, rallenta la senescenza dell’organismo, stimola la corteccia surrenale e l’attività cerebrale, abbassa i livelli di colesterolo e restituisce freschezza mentale, aumentando memoria e concentrazione. Posologia: Macerato glicerico di Rosmarino, 50 gocce in poca acqua prima di colazione.
  • Shankhpushpi (Evolvulus alsinoides) Quando la memoria comincia a presentare qualche défaillance e abbiamo difficoltà a memorizzare ciò che studiamo possiamo ricorrere ad un’erba della medicina ayurvedica che potenzia memoria e capacità di concentrazione: Shankhpushpi, una convolvolacea dall’azione sedativa e nervina che, oltre a tonificare le funzioni cerebrali coinvolte nei processi cognitivi, combatte lo stress mentale e ha un effetto calmante e stabilizzante sulle componenti emotive delle amnesie psicogene. Per questo in India viene consigliata agli studenti nel periodo degli esami. Posologia: Shankhpushpi capsule, una capsula 2 volte al giorno.

Problemi di memoria? Ascolta il rumore dell’acqua nel sonno

La memoria può essere resa più forte ascoltando suoni “dolci” mentre si dorme, come lo scorrere dell’acqua. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla NorthWestern University di Chicago e pubblicata sulla rivista Frontiers in Human Neuroscience. I “suoni rosa” sono in grado di prolungare la fase del sonno profondo, durante la quale vengono “consolidati” i ricordi.

Gli esperti hanno realizzato uno strumento che emette suoni rosa e lo hanno testato su 13 soggetti ultrasessantenni, alternandolo a una stimolazione finta senza suono. Lo strumento si attiva automaticamente la notte in corrispondenza del sonno profondo.

I risultati hanno evidenziato che, dopo una notte di stimolazione acustica, i soggetti ricordano molto meglio liste di parole lette la sera prima. I punteggi ottenuti ai test di memoria risultano triplicati e a questo miglioramento corrisponde il prolungarsi della fase del sonno profondo.