Recenti studi hanno messo in relazione la maggiore propensione a soffrire di stati depressivi con l’infiammazione cerebrale. A sua volta questa condizione è facilitata da carenze nutrizionali e anche da un accumulo di tossine in eccesso. Tale condizione, se si protrae nel tempo, può facilitare scarsa memoria, maggiore lentezza nel processare le informazioni e “brain fog” o nebbia cerebrale.

Ciò si verifica perché le persone che tendono a soffrire di depressione tendono ad avere anche più alti livelli di citochine, le molecole pro-infiammatorie, nel tessuto cerebrale. Uno squilibrio delle citochine all’interno del sistema nervoso centrale, o anche a livello sistemico, può svolgere un ruolo nella fisiopatologia dei disturbi dell’umore.

Cosa causa l’infiammazione cronica nel cervello? Una delle cause è il glutine, la molecola proteica dei cereali come grano, orzo, segale, farro e kamut. Tale proteina si appiccica come colla alle pareti dell’intestino, causando infiammazione di questo tratto. Come conseguenza altera la fitta rete di comunicazione fra intestino e cervello, provocando neuroinfiammazione.

Sempre più studi mettono in relazione la sensibilità al glutine con disturbi del sistema neurologico, come ansia e depressione.

Per alleviare l’infiammazione il Glutatione (L-Glutatione), è considerato il più potente ed importante fra gli antiossidanti prodotti dall’organismo, presente in tutte le cellule degli esseri viventi.

Il Glutatione Ha una spiccata azione antiossidante, tale che è considerato anche il più potente antiossidante dell’organismo. Quando l’organismo dispone di poco glutatione si verificano delle alterazioni che riguardano le dimensioni, la morfologia e la densità dei mitocondri, la centrale energetica delle cellule: tali anomalie sono comuni in chi soffre di tendenze depressive. [5]

Ai dosaggi consigliati non sono noti effetti collaterali del glutatione. Va evitato se hanno sensibilità o allergie ai principi attivi della molecola. In caso di assunzione di farmaci, senti il parere del tuo medico prima dell’assunzione.

Fonti bibliografiche

[5] Morris G, Berk M. The many roads to mitochondrial dysfunction in neuroimmune and neuropsychiatric disorders. BMC Med. 2015 Apr 1;13:68.