Reddito di cittadinanza, nuovi requisiti e più fondi

Reddito di cittadinanza: potrebbe cambiare: L’idea del governo sarebbe quella di rifinanziare la misura con ulteriori 1 o 2 miliardi con la legge di Bilancio autunnale.

Il reddito di cittadinanza potrebbe presto cambiare. Nuovi requisiti e nuovi fondi nella prossima Legge di Bilancio che di fatto allargherebbero la platea di beneficiari, già aumentati durante la pandemia.

L’idea del governo, o almeno di una parte della maggioranza (PD, LeU e 5Stelle), sarebbe quella di rifinanziare il reddito di cittadinanza con ulteriori 1 o 2 miliardi per il prossimo anno alla luce dell’aumento della povertà assoluta.

A questo si aggiunge anche il destino incerto del reddito di emergenza (la domanda delle ulteriori 4 mensilità va presentata entro il 31 luglio 2021) che interessa oltre un milione di persone e le conseguenze inevitabili della fine del blocco dei licenziamenti.

Il reddito di cittadinanza quindi potrebbe andare a mitigare, con il rifinanziamento e la modifica dei requisiti, una situazione critica per moltissimi nuclei familiari. Vediamo come potrebbe cambiare secondo le prime anticipazioni.

Secondo quanto anticipato da Il Sole 24 Ore, ci sarebbero allo studio alcune opzioni per estendere la platea dei beneficiari, in particolare:

  • allentamento del requisito di residenza di 10 anni;
  • eliminazione dei requisiti patrimoniali;
  • revisione della scala di equipollenza (quella attualmente in vigore andrebbe a penalizzare i nuclei familiari numerosi);
  • rinuncia alla decurtazione dell’assegno nel caso di lavori temporanei.

Reddito di cittadinanza, la proposta di Orlando

Il ministro Orlando ha espresso l’intenzione di rivedere le attuali politiche attive del lavoro e modificare le regole del Rdc, con l’introduzione di una nuova condizione di accesso (e mantenimento) del sussudio.

Il nuovo sistema di sostegno che vorrebbe introdurre il ministro, di fatto, prevedrebbe l’obbligo di seguire corsi di aggiornamento e/o formazione necessari per poter continuare a percepire il sussidio. Ciò significa che, in attesa di trovare lavoro, il titolare della card dovrà continuare a studiare e allargare le competenza in ambito professionale, aumentando di fatto le possibilità di impiego.

In questo modo verrebbero risolti il problema dei tempi morti e di attesa, ma si punterebbe soprattutto a risolvere la questione dei giovani che non lavorano e che non sono impegnati in nessun percorso di studio o lavoro, i cosiddetti Neet.