Secondo uno studio condotto dall’Uomc Children’s Hospital di Pittsburgh e della University of Pittsburgh, sarebbero le persone giovani quelle maggiormente a rischio di contagiarsi una seconda volta. La ricerca è stata pubblicata su medRxiv.

Lo studio ha coinvolto 173 persone positive tra i 19 e i 79 anni, guariti da diverse settimane da forme lievi o moderate della malattia. Le analisi hanno evidenziato che i pazienti sotto i 30 anni producevano livelli di anticorpi più bassi rispetto a tutti gli altri gruppi di età.

Secondo la ricerca, quindi, alcuni pazienti (soprattutto i più giovani) non avrebbero una memoria anticorpale particolarmente buona dopo l’infezione. Per loro, dunque, è più che mai necessaria una nuova dose di vaccino. Anche quelle che sono già guarite. Il consiglio è di stare attenti, anche mentre si viaggia.

A proposito, se si è stati seduti vicino a una persona risultata poi positiva in volo, questa è da considerarsi è un contatto stretto? Scatta la quarantena? Le indicazioni del Governo

Come riportato sul sito del Governo: “I test antigenici rapidi su saliva, sulla base delle evidenze disponibili, NON sono al momento raccomandati come alternativa ai tamponi oro/nasofaringei, in quanto non raggiungono i livelli minimi accettabili di sensibilità e specificità”.

Reinfezione da Covid, il confronto tra Omicron e Delta

Uno studio dell’Imperial College di Londra dimostra che la variante Omicron ha fatto crescere i tassi di reinfezione. La ricerca spiega che il rischio di contagiarsi di nuovo è 5,4 volte maggiore con la Omicron rispetto alla variante Delta.

Il lato positivo è che, comunque, i contagi legati alla Omicron sembrerebbero tradursi in ospedalizzazioni nel 15%-20% di casi in meno rispetto alla Delta. Più basse del 40%-45% le probabilità di essere ricoverati per più di un giorno.

Lo studio dell’Imperial College di Londra ha preso in esame tutti i casi di variante Omicron confermati e registrati nel Regno Unito nelle prime due settimane di dicembre. Gli scienziati, però, hanno specificato che l’alto numero di casi potrebbe ancora portare far crescere quello dei ricoveri.