Ritenzione idrica, ecco come combatterla

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La ritenzione idrica è piuttosto frequente, soprattutto tra le donne. Ecco quali sono le possibili cause e come combattere il disturbo.

Sebbene si tratti di un disturbo diffuso prevalentemente nel mondo femminile, anche gli uomini ne soffrono. I liquidi che non vengono correttamente smaltiti a causa di un’alterata funzionalità del sistema venoso e dei vasi linfatici ristagnano, e con essi anche un’ampia varietà di tossine in grado di influenzare il metabolismo cellulare, già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno.

È facile scoprire se si è soggetti a ritenzione idrica. È sufficiente infatti eseguire un test manuale premendo per qualche secondo con il pollice su una zona del corpo, per esempio sulla parte anteriore della coscia. Se dopo aver tolto il dito, l’impronta rimane ancora ben visibile, molto probabilmente si tratta di ritenzione idrica.

Il corpo ha bisogno di acqua per poter funzionare. Infatti, circa il 50/70% del proprio peso corporeo è dato proprio da questo elemento. Mantenersi idratati è essenziale per molte funzioni, tra cui il mantenimento della temperatura corporea, l’ammortizzazione delle articolazioni e l’eliminazione degli scarti dell’organismo attraverso sudore e deiezioni.

L’esatta presenza di acqua nel proprio corpo dipende principalmente da età, sesso e costituzione fisica, ma anche ciò che si mangia può farci prendere qualche chilo in più. E’ quanto riporta In a Bottle (www.inabottle.it) in un focus sul rapporto tra ritenzione idrica e corretta idratazione.

La ritenzione idrica è dovuta principalmente da carboidrati e sodio: i primi vengono immagazzinati nei muscoli e nel fegato come il glicogeno, la fonte energetica preferita dal corpo. “Ogni grammo di glicogeno, a sua volta, racchiude in sé circa 3 grammi di acqua” spiega Nick Clayton, esperto di nutrizione. “Nel frattempo, il sodio elettrolito attrae l’acqua negli spazi al di fuori delle cellule e nel plasma” afferma Karen Ansel. Ciò significa che quando si mangia ad esempio un hamburger con patatine fritte, il carico di sodio e carboidrati viene immagazzinato nel corpo sotto forma di massa grassa.

Diete che influiscono sulla ritenzione idrica

Se si segue una dieta a basso contenuto di carboidrati, solitamente i primi chili si perdono quasi subito. “Durante la prima settimana, quasi il 70% della perdita di peso è acqua”, afferma Clayton, “Un tasso che scende a circa il 20-30% in un paio di settimane per poi stabilizzarsi. Quando si assimilano meno calorie rispetto a quelle che si consumano, il corpo, non immagazzinando più glicogeno,  utilizza le scorte esistenti.” 

Come affrontare la ritenzione idrica

Il modo migliore è mangiare cibi poco conditi e optare per frutta e verdura”, affermano Clayton e Ansel. Gli alimenti integrali contengono potassio, un minerale che aiuta a ripristinare il corretto equilibrio di liquidi nel corpo. Per questo una dieta a base di verdure è uno dei i modi migliori per combattere i chili in eccesso.  Inoltre, svolgere attività fisica può favorire una minore ritenzione idrica, dal momento che la sudorazione permette di espellere acqua, glicogeno e sodio.

Alimenti Sconsigliati

Il sale ed il sodio in esso contenuto sono alcuni tra i principali alleati della cellulite. Questo minerale è, infatti, uno dei tanti fattori in grado di aumentare la ritenzione idrica dell’organismo. In una donna che soffre di cellulite tale disturbo è già accentuato a causa dell’alterata funzionalità del sistema venoso e linfatico.

Per questo motivo è importante assumere con la dieta alimenti dalle proprietà diuretiche evitando quelli che, come il sale, favoriscono la ritenzione idrica.
Limitare l’apporto di sodio con gli alimenti è tutto sommato facile, basta adottare alcuni semplici accorgimenti:

  • Non salare le pietanze;
  • Utilizzare poco sale durante la cottura (quando si prepara la pastasciutta abituarsi, per esempio, ad aggiungere il sale a cottura ormai terminata; in questo modo si riduce considerevolmente la quantità di sale assorbito dalla pasta);
  • Limitare il consumo di cibi conservati sotto sale o trasformati (insaccati, formaggi, patatine ecc.);
  • Limitare il consumo di cibi confezionati;
  • Esaltare la sapidità dei cibi con spezie, limone o aceto tradizionale/balsamico;
  • Se la frutta è gradita può essere consumata in sostituzione degli snack salati come spuntino.

Come ulteriore accorgimento inoltre, si suggerisce di seguire a intervalli regolari una dieta disintossicante particolarmente ricca di liquidi (tè, tisane drenanti, estratti di frutta) e di erbe ad azione diuretica come betulla o tarassaco.