Ritrovare la salute con la salvia: proprietà, usi e curiosità

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La salvia (Salvia officinalis L.) è un arbusto cespuglioso, perenne e sempreverde, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. La salvia è una pianta aromatica preziosa, stimata fin dall’antichità, tanto che il suo stesso nome indica salute, cioè “colei che salva”. Infatti, possiede numerose proprietà salutari: è un tonico, stimolante, digestivo, balsamico, espettorante, antisettico e antiinfiammatorio.

E’ una pianta ricca di vitamina B1, vitamina C, acido oleonolico, acido ursolico, acido rosmarinico, acido caffeico e flavonoidi. Le foglie della salvia contengono, acidi fenolici,  flavonoidi e un olio essenziale (contenente tujone, cineolo, borneolo, linalolo, beta-terpineolo e beta-cariofillene). I flavonoidi (luteolina, salvigenina, genkwanina, cirsimaritina ed ispidulina) svolgono un’importante azione estrogenica.

Grazie a questa funzione la salvia è utilizzata in alcuni disturbi femminili come la sindrome premestruale. Risulta un valido alleato anche contro i disturbi associati alla menopausa, in particolare modo le vampate di calore.

La salvia migliora le funzioni digestive e favorisce l’eliminazione dei gas intestinali. La salvia è utilizzata nelle affezioni dell’apparato gastrointestinale. Ha una funzione antispasmodica, utile in caso di intestino irritabile, spasmi e dolori mestruali.

L’uso cosmetico della salvia, oltre ai bagni tonificanti, purificanti ed astringenti per pelli grasse e pori dilatati, può essere esteso anche ai capelli grassi e con forfora.

Con la salvia finemente polverizzata e mescolata ad argilla, si può preparare un ottimo dentifricio o più semplicemente si possono strofinare i denti con una foglia fresca, come si faceva un tempo, questo basterà a rendere i denti bianchi e a purificare l’alito.

Prova la salvia in infuso e in decotto

Il decotto di salvia (2 cucchiai di foglie fatti bollire 10 minuti in una tazza d’acqua e poi filtrati) si utilizza, una volta raffreddato, come collutorio per il cavo orale: è straordinario per guarire afte, gengiviti e ascessi. Impiegato per i gargarismi, è una buona terapia in caso di mal di gola. Se noti che il tuo sudore ultimamente è più acre e penetrante del solito, bevi una volta al giorno l’infuso di salvia: ti garantisce un’azione depurativa interna che purificherà tutte le secrezioni.

Per la preparazione di una tisana a base di salvia basta mettere 200-250 ml di acqua a bollire. Una volta raggiunto il punto di ebollizione aggiungere 4-5 foglie di salvia essiccate e sminuzzate. Lasciamo in infusione per 10 minuti circa. Filtrare e aggiungere del miele e qualche goccia di limone.

Non esagerare nel consumo di salvia, in quanto contiene chetoni e tujoni che possono essere neurotossici se assunti in quantità elevate.

La salvia usala nell’acqua del pediluvio

La medesima infusione di salvia si può diluire, soprattutto nei mesi più caldi, nell’acqua del pediluvio serale, aggiungendo anche 4-5 gocce di olio essenziale di salvia: questo bagno è l’ideale per eliminare i cattivi odori provocati da una traspirazione abbondante e dall’abitudine a indossare calzini o a scarpe in materiali sintetici, che favoriscono le micosi e la macerazione cutanea fra le dita.

Se vuoi coltivarla, fai così

Procurati un vaso di coccio profondo, del diametro di 25-30 cm, e riempilo con un terreno ricco, sciolto e ben drenato. La salvia ama il pieno sole e resiste alla siccità, mentre nella stagione fredda va riparata a ridosso di un muro e protetta dal gelo con un telo. Non esagerare con le annaffiature, perché la salvia teme i ristagni e, per contro, predilige i terreni secchi. Dopo la fioritura, che avviene in genere a maggio e a giugno, taglia le cime secche e accorcia di un terzo i rami: otterrai una pianta forte e rigogliosa. Della salvia si raccolgono le foglie e i fiori, ottimi nei battuti e per insaporire l’olio d’oliva (metti 5-6 rametti fioriti in una bottiglia da 750 ml). Puoi anche tagliare dei rami legnosi con le foglie più mature: appendili al soffitto in un locale buio e falli essiccare a testa in giù.

Curiosità

La salvia bianca, chiamata anche “salvia sacra”, era utilizzata nei rituali magici dai nativi americani che la chiamavano “erba degli spiriti”. A tutt’oggi la salvia bianca è tornata in auge e viene impiegata in varie cerimonie New Age di purificazione.

In Messico, e precisamente nella zona della Sierra Madre, cresce la Salvia divinorum, utilizzata in passato da sciamani e curandero a scopi divinatori. Si tratta di una specie pericolosa, fortemente allucinogena che può causare dissociazione con gravi conseguenze neuropsichiche per chi, incautamente, ne facesse uso.

Si narra che durante la terribile epidemia di peste che imperversò nel 1630 in tutta Europa, in Francia e precisamente a Tolosa, vi erano quattro ladri che impudentemente si introducevano nelle abitazioni degli appestati depredandoli dei loro averi senza mai incorrere nel contagio. Quando un giorno vennero acciuffati, pur di aver salva la vita, rivelarono il segreto della loro immunità al contagio. Si trattava di un aceto, divenuto poi famoso come “l’aceto dei quattro ladri”, col quale si cospargevano tutto il corpo e, in parte, lo bevevano.

Questo rimedio consisteva nel far macerare alcune erbe antisettiche in un aceto di vino bianco e tra queste vi era la salvia; le altre erano rosmarino, lavanda e timo. In seguito fu aggiunto anche l’aglio, successivamente si associarono altre erbe ancora. La formula originale subì così nel tempo varie modifiche.