Salta il Consiglio dei ministri sul Recovery Fund. Renzi evoca la rottura con la maggioranza

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È stato rinviato il Consiglio dei ministri previsto per il pomeriggio per continuare l’esame del Recovery Plan e della task force sull’attuazione dei progetti. Lo riporta l’Ansa, citando fonti di governo. Un rinvio che potrebbe essere dovuto alla posizione critica di Italia Viva relative alle scelte dell’esecutivo Conte sul Recovery Fund. E che certifica le turbolenze interne alla maggioranza, considerando anche gli attriti relativi al Mes.

Come già anticipato da Maria Elena Boschi, i renziani contestano a Conte le scelte relative al piano per il Recovery Fund. “La struttura di Conte pensa a moltiplicare le poltrone ma non va a dare una mano ai disoccupati, ai negozi chiusi a chi soffre. Se le cose rimangono come sono voteremo contro. Per noi un ideale vale più di una poltrona”. Così Matteo Renzi al Tg2.

Circa il rischio di una rottura, ha dichiarato il leader di Italia Viva, “spero proprio di no, ma temo di sì”. “Insistere su una misura che sostituisce il governo con una Task force, la seduta del Parlamento con una diretta su Facebook e che addirittura pretende di sostituire i servizi segreti con una fondazione privata voluta dal premier significa una follia. Noi abbiamo mandato Salvini per non dargli i pieni poteri, ma non è che li diamo a Conte”.

Sul tema è intervenuto anche il capogruppo Pd Andrea Marcucci a “Un giorno da pecora” su RadioUno: “Io penso che il governo sia legittimato a fare delle proposte, ma vengano in Aula e ne discutiamo. Sulla cabina di regia un affinamento di certi meccanismi va fatto, credo ci voglia un coinvolgimento parlamentare più forte, il rischio è che ci sia una eccessiva concentrazione nelle mani del governo, e in particolare della presidenza del Consiglio”.

Secondo Marcucci “Renzi sbaglia quando dice ‘non lo voto a prescindere’, è un atteggiamento distruttivo. Dovrebbe dire ‘lo voto se c’è questo e quell’altro’”.