La pressione arteriosa è un parametro vitale molto importante da tenere sotto controllo, soprattutto quando si verificano degli sbalzi di pressione improvvisi che determinano pressione alta o bassa.

Per poter funzionare correttamente, il nostro corpo necessita di una pressione arteriosa compresa tra i 110 – 130 mm/Hg per la pressione sistolica o massima ed i 70- 90 mm/Hg per la pressione diastolica o minima. 

Gli sbalzi di pressione possono essere pericolosi sia in caso di pressione alta che di pressione bassa.

Se misurassimo la pressione arteriosa più volte al giorno noteremmo che i valori non sono mai uguali; piccole variazioni di pressione, dunque, sono assolutamente fisiologiche.

Per esempio, la pressione notturna è più bassa di quella diurna; dopo pranzo e dopo uno sforzo fisico invece la pressione è più alta; in estate è fisiologicamente più bassa che in inverno.

La pressione sanguigna è influenzata da diversi fattori esterni e sbalzi di pressione possono verificarsi, per esempio, per uno stress, per un’arrabbiatura o per una forte emozione.

Quando gli sbalzi di pressione diventano pericolosi?

Le oscillazioni di pressione diventano pericolose quando, misurando la pressione a intervalli regolari, durante il giorno e durante la notte, si osserva che i valori rilevati sono molto diversi tra loro.

Ogni volta che la pressione si “impenna” le arterie soffrono e se ciò si verifica troppo spesso la sofferenza dei vasi sanguigni espone il paziente a un rischio più elevato di ictus. Frequenti sbalzi di pressione sono più rischiosi di una pressione elevata ma costante.

Sbalzi di pressione, le cause

Gli sbalzi di pressione possono essere causati da un insieme di fattori. Certamente esiste una componente genetica; inoltre, sono più frequenti con l’avanzare dell’età.

Esistono, però, fattori di rischio correlati allo stile di vita, su cui è possibile agire; per esempio una costante e regolare attività fisica è un fattore preventivo, mentre l’abitudine al fumo di sigarette favorisce l’ipertensione e gli sbalzi di pressione.

Altre cause di ipertensione e di sbalzi di pressione sono il sovrappeso, l’eccessivo consumo di alcol e una dieta troppo ricca di grassi e sale.

Quando è sbagliato misurare la pressione?

Un ruolo importante nella corretta misurazione della pressione sanguigna è svolto anche dalle tempistiche e dai contesti di misurazione. Infatti esistono dei precisi momenti in cui bisogna evitare una rilevazione pressoria in quanto i risultati potrebbero essere alterati da fattori complementari.

Facciamo qualche esempio:

  • Dopo i pasti la pressione arteriosa tende a diminuire in quanto il sangue confluisce nelle zone impegnate alla digestione (stomaco e viscere), alterando i risultati della rilevazione.
  • Immediatamente dopo uno sforzo la pressione aumenta in proporzione allo sforzo fatto; risulterà certamente più alta la pressione di una persona che ha salito dieci rampe di scale, rispetto a chi ha spostato un peso medio da una parte all’altra di una stanza.
  • È sconsigliato misurare la pressione di sera in quanto i valori tendono a diminuire.
  • Pertanto è consigliabile effettuare la misurazione al mattino, quando si dovrebbe toccare il picco massimo di rischio eventuale. Non è un caso che la maggior parte degli eventi cardiovascolari si verifichino al risveglio in occasione del picco pressorio massimo.

Sbalzi di pressione, come prevenirli

Assumere regolarmente i farmaci antiipertensivi prescritti dal medico. La terapia farmacologica contro la pressione alta è cronica, va cioè assunta per tutta la vita; va, però, aggiustata in base alle necessità. Sospendere senza motivo l’assunzione dei farmaci o non assumerli regolarmente espone ad improvvisi sbalzi di pressione.

Attenzione ai cambi di stagione. La terapia contro l’ipertensione deve essere aggiustata in base alla stagione. Con il caldo la pressione è fisiologicamente più bassa e, dunque, spesso accade che una persona ipertesa debba ridurre la posologia del farmaco nelle stagioni più calde o addirittura sospenderla, in base al parere del medico.

Evitare, per quanto possibile, le fonti di stress che favorisce l’impennate della pressione arteriosa.

Automisurare la pressione con regolarità. Chi soffre di ipertensione dovrebbe abituarsi a tenere un diario della pressione, misurandola più volte al giorno, in modo da rilevare eventuali sbalzi di pressione. In alcuni casi, in base al parere del medico, può essere utile effettuare un monitoraggio nelle 24 ore.

Fare attività fisica. Una regolare attività fisica contribuisce a mantenere i valori di pressione più costanti. Ovviamente, bisogna però stare attenti a evitare allenamenti non adeguati alle proprie condizioni fisiche e di salute generale.

Evitare il fumo di sigarette.

Non esagerare con il consumo di alcol. Un bicchiere di vino rosso ai pasti non è sconsigliato ma bisognerebbe evitare completamente i superalcolici.

Mantenere il peso corporeo nella norma e avere un’alimentazione adeguata.

Come regolarizzare la pressione arteriosa

Malgrado l’ipertensione colpisca quasi 10 milioni di persone in Italia, si stima che soltanto ¼ di esse riesca a tenerla sotto controllo.

L’ipertensione essenziale (che non deriva da altre patologie) è dovuta principalmente a condizioni quali la sedentarietà, lo stress, l’abuso di alcol e una dieta scorretta.

Una condizione di ipertensione grave può influire negativamente su altri fattori di rischio come il fumo, il diabete o il sovrappeso, aumentando significativamente il rischio di eventi cardio-cerebro-vascolari (ictus o coronaropatie).

Nei casi meno gravi e soprattutto ai primi stadi di insorgenza della patologia, è possibile agire mediante rimedi naturali evitando di assumere farmaci, che una volta assunti non potranno poi essere eliminati ma solo diminuiti.

Esistono delle accortezze e degli interventi prioritari da effettuare per abbassare la pressione in modo naturale. Vediamo quali:

  1. Eliminazione del consumo di alcolici e del fumo di sigaretta.
  2. Dieta ipocalorica bilanciata (basata su una ridotta assunzione delle calorie) e un aumento del dispendio energetico complessivo: l’ipertensione è direttamente collegata al sovrappeso, e un miglioramento nello stile di vita può contribuire in modo decisivo alla stabilizzazione dei valori pressori.
  3. Un bilancio nutrizionale che faccia attenzione alle necessità dell’ipertensione: oltre ad essere ipocalorica, la dieta per l’ipertensione deve possedere alcuni requisiti ben precisi. Vediamoli:
  • Totale eliminazione del cloruro di sodio aggiunto (sale da cucina) e, alle volte, anche del sale naturalmente presente nel cibo. Pare che il sodio in eccesso sia direttamente coinvolto nei meccanismi di aggravamento della pressione alta. Il sodio è naturalmente presente nei cibi che consumiamo tutti i giorni pertanto sono da preferire tutti quei cibi grezzi (non lavorati a livello industriale) che possono garantire di non creare un esubero nutrizionale dovuto al sale che troviamo all’interno di essi.
  • Divieto di consumare formaggi molto stagionati, pesce in scatola, vegetali in barattolo e dadi da brodo.
  • Aumento dell’assunzione del potassio e del magnesio contenuto negli alimenti. Infatti se il sodio da una parte contribuisce all’aumento della pressione sanguigna, il potassio ed il magnesio agiscono in modo diametralmente opposto, pertanto è altamente consigliato assumerne in ottime quantità, ma sempre senza esagerare.
  • Aumento degli acidi grassi essenziali omega 3 e riduzione di quelli saturi/idrogenati: i grassi saturi/idrogenati risultano in un qualche modo correlati all’aumento della pressione sanguigna, è molto importante perciò ridurli al minimo evitando di assumere carni grasse, burro e formaggi grassi.

Indipendentemente dall’importanza percepita riguardo i propri problemi di pressione arteriosa, si consiglia sempre e comunque un consulto medico diretto per fare il punto della situazione e non rischiare di sottovalutare una condizione che può costituire un rischio serio per la propria salute.