Scoperto un nuovo possibile ruolo del glucosio nel meccanismo di difesa nel tumore al colon. Uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Irccs Candiolo di Torino, in collaborazione con il Massachusetts General Hospital Cancer Center di Harvard, ha dimostrato che il cancro del colon retto si avvale di alcune cellule, fino ad ora sconosciute, che formano uno scudo di zuccheri per proteggersi dai radicali liberi, che danneggiano il tumore e ne ostacolano la crescita.

Secondo i ricercatori potrebbe essere l’inizio per lo sviluppo di nuove terapie contro la seconda forma di tumore più diffusa in Europa.

Queste cellule, incapaci di crescere e moltiplicarsi all’interno della massa tumorale, assorbono un’elevata quantità di glucosio, che da questo progetto internazionale di ricerca emerge per la prima volta con un nuovo ruolo difensivo dei tumori, che si va ad aggiungere alla sua funzione, già nota, di carburante per accelerare la crescita tumorale. La ricerca, coordinata dal professore Carlos Sebastian, è stata pubblicata su Nature Communications.

Il ruolo del glucosio

“E’ noto che il metabolismo del glucosio consente alle cellule tumorali di crescere e proliferare” dichiara Sebastian Carlos, già responsabile del laboratorio di Dinamiche Metaboliche del Cancro dell’IRCCS di Candiolo ed ora in forza presso l’Università di Barcellona. “Il nostro lavoro ha scoperto un nuovo ruolo del glucosio nel meccanismo di difesa nei tumori, come arma per proteggersi dai radicali liberi, molecole che danneggiano le cellule e ostacolano la crescita della neoplasia”.

“In particolare, la ricerca, – spiega il Prof Sebastian – ha identificato un nuovo tipo di cellule di difesa a protezione del tumore. Si tratta di cellule non proliferanti, incapaci cioè di crescere e moltiplicarsi all’interno del tumore, ma caratterizzate da un elevato assorbimento di glucosio.

Inaspettatamente, in queste cellule lo zucchero non viene convertito in energia, come i principali consumatori di glucosio nel cancro del colon. Ma viene utilizzato per neutralizzare i radicali liberi che potrebbero danneggiare la struttura della cellula, compromettendone la sopravvivenza”, conclude il Prof Sebastian.