Le case farmaceutiche, almeno sulla carta, sono obbligate a presentare i rapporti sula sicurezza dei vaccini anti Covid, ma le associazioni che ne hanno fatto richiesta non hanno ancora potuto visionare i documenti. L’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, per motivare il suo diniego alle richieste parla anche di ordine pubblico e segreto militare.

Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, due associazioni di promozione sociale, la Idu, Istanza diritti umani, di Novara, e la Dus, Diritti umani e salute, di Roma, ne hanno fatto richiesta, ma sono stati negati loro i documenti.

A spiegare l’accaduto è Enzo Iapichino, uno dei legali delle associazioni le quali hanno poi presentato una querela alla Procura di Roma contro Aifa, il Ministero della Salute, il Comitato tecnico-scientifico, l’Istituto superiore di sanità. Nella denuncia vengono indicate diverse ipotesi di reato dall’omissione di atti d’ufficio al falso ideologico.

Vaccini anti Covid, i report sulla sicurezza negati

Come riportato dal giornale, il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini ha risposto alla richiesta delle associazioni spiegando che i rapporti sulla sicurezza dei vaccini hanno natura riservata, sono di proprietà delle case farmaceutiche e soprattutto che Aifa non detiene la documentazione richiesta.

Magrini avrebbe detto alle associazioni di rivolgersi a Ema, l’Agenzia europea del farmaco, e così hanno fatto.

Ema ha opposto un diniego, indicando tre motivi. “Primo: i report non possono essere divulgati per non pregiudicare il processo decisionale sull’autorizzazione incondizionata. Secondo: rientrano nelle eccezioni del loro regolamento, che attengono all’ordine pubblico e al segreto militare. Terzo: l’interesse di non incidere sulla decisione finale, che riguarda appunto l’autorizzazione, prevale sull’interesse pubblico”.

I dubbi sui rapporti sulla sicurezza dei vaccini anti Covid

Iapichino ha definito assurda la risposta “perché in Italia abbiamo intere categorie obbligate a vaccinarsi”. La conclusione dell’avvocato è “che manca la trasparenza da parte delle istituzioni. Se parliamo delle relazioni sulla sicurezza dei vaccini a questo punto presumiamo che non ne siano in possesso. Se parliamo degli studi scientifici, presumiamo che li abbiano. Ma allora perché non li mettono a disposizione?”.