I semi di lino sono importantissimi per la nostra salute e per il nostro intestino. Composti da grassi buoni Omega 3 (47%), seguiti da carboidrati (32%) e proteine (21%), i semi di lino sono anche molto ricchi di vitamine (C, E e del gruppo B) e calcio.

I benefici di questi semi oleosi sono molteplici e conosciuti fin dall’antichità, tanto che una leggenda narra che Carlo Magno approvò una legge che obbligava i sudditi a consumare questi alimenti regolarmente.

Grazie alle loro proprietà emollienti e protettive, i semi di lino possono anche essere utilizzati sotto forma di infuso per calmare le infiammazioni interne (tubo digerente, vie urinarie) o esterne (pelle).

I principali nutrienti dei semi di lino

I semi di lino sono noti principalmente per il loro elevato contenuto di omega-3, acidi grassi polinsaturi dalle proprietà antiossidanti, utili per prevenire le malattie cardiovascolari e le patologie associate all’invecchiamento. Una porzione standard di 30 g di semi di lino soddisfa quasi il 60% del fabbisogno giornaliero di acidi grassi polinsaturi di un adulto medio.


Inoltre i semi di lino sono ricchi di fibre: una porzione standard di 30 g copre oltre il 40% del fabbisogno giornaliero di fibre di un adulto medio. 


Oltre ai macronutrienti come acidi grassi, fibre e proteine, i semi di lino sono una preziosa fonte di micronutrienti come calcio, potassio, magnesio, ferro e vitamina B.

Combattono la stipsi

I semi di lino tengono sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue, e i particolari fitoestrogeni che contengono aiutano a stabilizzare i livelli ormonali, per cui sono indicati a chi soffre di ciclo mestruale irregolare o è in menopausa, sono anche ricchi di fibre e aiutano a combattere la stitichezza. Chi soffre di questi disturbo generalmente assume lassativi, il cui uso prolungato però alla lunga irrita la flora intestinale e peggiora l’infiammazione.

I semi di lino invece sono principalmente emollienti, ovvero facilitano il transito intestinale. Quando entrano in contatto con i liquidi presenti in stomaco e intestino, creano le mucillagini, che ammorbidiscono le feci e ne aumentano il volume. Questo incremento stimola la peristalsi – i movimenti intestinali – e quindi l’evacuazione delle feci stesse.

Tutte le mattine se soffri di stitichezza

Usa questa ricetta se soffri di stitichezza: metti in ammollo per una notte in un bicchiere d’acqua un cucchiaio di semi di lino (volendo puoi aggiungere 3 prugne secche snocciolate). La mucillagine che troverai al mattino va separata dai semi con un colino.

Bevi il liquido rimasto a stomaco vuoto. Puoi anche aggiungerlo a tè e tisane. Questa bevanda favorisce la peristalsi e l’eliminazione delle scorie intestinali. È utile anche in caso di colon irritabile e stipsi.

Semi di Lino: Interi o Macinati?

Molti esperti raccomandano il consumo di semi di lino macinati, scoraggiando l’ingestione di semi di lino interi; questi ultimi, infatti, sarebbero scarsamente digeribili, con il rischio di espellere con le feci buona parte della dose assunta, senza assorbirne i principi nutritivi.

Sebbene tale raccomandazione sia piuttosto diffusa, in letteratura non vi sono importanti sperimentali a sostegno di questa ipotesi. Uno studio sembra invece confermare che: gli acidi grassi e i lignani in semi NON MACINATI assunti attraverso barrette sarebbero C assorbiti e metabolizzati comunque.

Per fare chiarezza sull’argomento, potremmo dire che molto dipende dalle finalità per cui i semi di lino vengono assunti:

  • se lo scopo è quello di regolarizzare l’intestino e ridurre l’assorbimento dei grassi alimentari, i semi di lino possono essere assunti sia interi che macinati.
  • se lo scopo è quello di incrementare l’apporto di omega-3 è preferibile assumere semi di lino macinati; a tal proposito si ricorda che, una volta macinato, il prodotto tende a deperire abbastanza in fretta, a causa dell’ossidazione degli omega-3 (irrancidimento).

Semi di lino in Cucina

In cucina i semi di lino possono essere aggiunti a piacere al pane, pizza, focacce, alle insalate, agli impasti dolci (torte da forno, muffin ecc.), per migliorarne le proprietà nutrizionali e gustative (danno un tocco di croccantezza alla ricetta).

I semi di lino e la farina sono molto impiegati nella cucina vegetariana e vegana, sia per le virtù nutrizionali, sia per alcuni caratteristiche tecniche. Le ottime proprietà emulsionanti dei semi di lino polverizzati finemente, li rendono infatti un ottimo sostituto delle uova.

Effetti collaterali dei semi di lino

Nel primo periodo in cui si fa uso dei semi di lino possono manifestarsi forme fermentative, flatulenze che andranno via via diminuendo, ma che possono creare disagi, senso di pesantezza, gonfiore, difficoltà digestiva.

I semi di lino si comportano per certi versi come il carbone vegetale, assorbono cioè eventuali sostanze farmacologiche ingerite in concomitanza. È bene quindi stare attenti a differenziare i tempi di assunzione, in modo da non interferire con le cure farmacologiche.

Sono sconsigliati a chi soffre di sindrome del colon irritabile e a chi soffre di diverticolite: nelle infiammazioni del colon infatti è bene chiedere consiglio al proprio medico, poiché si alternano periodi di stipsi a periodi di dissenteria e i semi di lino potrebbero aumentare entrambe le disfunzioni.