L’allarme siccità sta mettendo in ginocchio il settore agricolo, con campi e allevamenti in cui non arriva l’acqua. I fiumi e i laghi sono sempre più secchi, e il Governo sta correndo ai ripari per trovare soluzioni a breve termine per prevenire la catastrofe.

Per il momento solo in Lombardia è stato dichiarato lo stato di emergenza, con importanti limitazioni all’uso dell’acqua cittadina. Nelle altre parti d’Italia il razionamento è previsto da alcune amministrazioni locali, ma potrebbero presto arrivare nuove decisioni per limitarne l’uso domestico su scala nazionale. I vertici delle aziende produttrici di acque minerali hanno espresso dubbi e paure per il futuro, ma anche rassicurazioni sull’ambiente.

Mancherà l’acqua minerale nei supermercati? Cosa dicono i produttori

Sulle pagine de Il Fatto Quotidiano si sono espressi alcuni dei vertici delle aziende produttrici di acque minerali nel nostro Paese, esprimendo dubbi e paure per il futuro. Ma anche rassicurazioni sull’ambiente e sul fatto che le attività umane non danneggeranno ulteriormente il patrimonio pubblico naturale.

Il gruppo Sanpellegrino, che controlla il marchio Levissima, fa sapere che “la protezione delle fonti rappresenta da sempre una priorità per l’azienda”, e per questo si è deciso di “diminuire l’emungimento di una quantità di acqua in linea con la naturale ricarica dell’acquifero, in un’ottica di tutela a lungo termine dell’ecosistema”.

Dà rassicurazione invece Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, l’associazione che riunisce circa 40 produttori di acque minerali. “Generalmente i percorsi sotterranei delle acque minerali raggiungono profondità rilevanti, anche di diverse centinaia di metri, impiegando decine di anni”

“Nel suo viaggio sotterraneo l’acqua si depura gradualmente e a contatto con le rocce si arricchisce di sali minerali, che conferiscono le caratteristiche proprie di ogni tipologia di acqua”, ha sottolineato. La lunga durata del percorso farebbe sì che le sorgenti non si esauriscono così facilmente nei periodi di siccità.

Insomma, per ora non ci sono particolari segnali d’allarme per l’industria dell’acqua, e non dovremmo assistere nel breve periodo a una penuria sistemica di bottiglie sugli scaffali.

A patto però che la situazione si risolva nei tempi opportuni e che i grandi stabilimenti non sprechino una risorsa così preziosa, che in questi mesi sta facendo sentire la sua mancanza e la sua importanza vitale